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Il più bello dei mari

Il più bello dei mari è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto.


Ti amo

Ti amo come se mangiassi il pane spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre bevessi l'acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta non so cosa contenga e da chi pieno di gioia pieno di sospetto   agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo.
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il crepuscolo scende su Istanbul poco a poco.
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.


Alla vita

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio come fa lo scoiattolo  ad esempio senza aspettarti nulla dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere. La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio ma sul serio a tal punto che messo contro un muro  ad esempio  le mani legate o dentro un laboratorio col camice bianco e grandi occhiali tu muoia affinché vivano gli uomini, gli uomini di cui non conoscerai la faccia e morrai sapendo che nulla è più bello più vero della vita.
Prendila sul serio ma sul serio a tal punto che a settant'anni ad esempio pianterai degli ulivi non perché restino ai tuoi figli ma perché non crederai alla morte pur temendola e la vita peserà di più sulla bilancia.


Arrivederci fratello mare
 
Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un pò della tua ghiaia
un pò del tuo sale azzurro
un pò della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.

Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un pò più di speranza
eccoci con un pò più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare.


1949

Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d'estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.


1943

Guardo in ginocchio la terra
guardo l'erba
guardo l'insetto
guardo l'istante fiorito e azzurro
si come la terra di primavera, amore,
io ti guardo.

Sdraiato sul dorso vedo il cielo
vedo i rami degli alberi
vedo le cicogne che volano
sei come il cielo di primavera, amore,
io ti vedo.

Ho acceso un fuoco di notte in campagna
tocco il fuoco
tocco l'acqua
tocco la stoffa e l'argento
sei come il fuoco di bivacco all'addiaccio
io ti tocco.

Sono tra gli uomini amo gli uomini
amo l'azione
amo il pensiero
amo la mia lotta
sei un essere umano nella mia lotta
ti amo.


E' l'alba.

S'illumina il mondo
come l'acqua che lascia cadere sul fondo
le sue impurità. E sei tu, all'improvviso
tu, mio amore, nel chiarore infinito
di fronte a me.

Giorno d'inverno, senza macchia, trasparente
come vetro. Addentare la polpa candida e sana
d'un frutto. Amarti, mia rosa, somiglia
all'aspirare l'aria in un bosco di pini.

Chi sa, forse non ci ameremmo tanto
se le nostre anime non si vedessero da lontano
non saremmo così vicini, chi sa,
se la sorte non ci avesse divisi.

E' così, mio usignolo, tra te e me
c'è solo una differenza di grado:
tu hai le ali e non puoi volare
io ho le mani e non posso pensare.

Finito, dirà un giorno madre Natura
finito di ridere e piangere
e sarà ancora la vita immensa
che non vede non parla non pensa.


Foglie morte

Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali soprattutto se sono ippocastani 
soprattutto se passano dei bimbi soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto quel giorno una buona notizia soprattutto se il cuore quel giorno non mi fa male
soprattutto se credo quel giorno che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno mi sento d'accordo con gli uomini e con me stesso veder cadere le foglie mi lacera dentro soprattutto le foglie dei viali d'ippocastani.    


Amo in te

Amo in te l'avventura della nave che va verso il polo amo in te l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco pieno di sole e sudato affamato infuriato ho la passione del cacciatore per mordere nella tua carne.
Amo in te l'impossibile ma non la disperazione.


Prima di tutto l'uomo (ultima lettera al figlio)

Non vivere su questa terra come un estraneo o come un turista della natura.
Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre: credi al grano  alla terra al mare ma prima di tutto credi nell'uomo.
Ama le nuvole le macchine   i libri  ma prima di tutto ama l'uomo.
Senti la tristezza del ramo che si secca dell'astro che si spegne  dell'aimale ferito che rantola  ma prima di tutto senti la tristezza e il dolore dell'uomo.
Ti diano gioia tutti i beni della terra: l'ombra e la luce ti diano gioia  le quattro stagioni ti diano gioia   ma soprattutto  a piene mani ti dia gioia l'uomo!


Nazim Hikmet

Nacque a Salonicco nel 1902. Esponente di spicco della cultura turca del '900, scrisse molte delle sue poesie durante la detenzione in carcere. Si trasferì negli anni '20 in Russia e rientrato successivamente  in Turchia fu condannato per la sua opposizione al regime e per propaganda comunista. Rimesso in libertà nel 1950, si stabilì a Mosca dove morì nel 1963.

Per Nazim Hikmet la poesia d'amore non è mai soltanto poesia d'amore, egli riassume in "Amore" la sua esistenza, quelle esperienze che ognuno di noi ha almeno una volta nella vita. Caratteristica è la quasi totale mancanza di punteggiatura nelle sue poesie.


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