Raccolta di modi di dire organizzata in ordine alfabetico:

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Abbaiare alla luna. Imprecare invano, gridare inutilmente contro qualcuno che è lontano e non può, perciò, sentirci o che non se ne preoccupa più di tanto.
Abbassare le ali. Smettere la superbia e assumere un atteggiamento più modesto e remissivo.
Abbassare la cresta.
Abboccare all'amo. Cadere in un tranello, in un inganno. Farsi raggirare, cadere in una trappola.
Solo un ingenuo come lui poteva abboccare all'amo.
Acchiappare farfalle. Fare cose inutili.
Acqua passata non macina più. Si dice di cose e avvenimenti che non hanno più effetto né valore: come l'acqua che, essendo ormai passata oltre la ruota del mulino, non può più muoverla per macinare il grano.
Affondare le zanne in qualcosa. divorarla.
Agire, stare, muoversi dietro le quinte. Influire su una situazione, manovrarla senza mostrarsi, per mezzo di altri.
Ai tempi (o al tempo) che Berta filava. Al tempo dei tempi, chissà quando nel passato. Quando il mondo e i suoi costumi erano del tutto diversi da ora (con un senso di rammarico o di presa in giro).
Allevare, scaldare una serpe in seno. Favorire, aiutare chi in seguito può nuocere o mostrarsi ingrato. Questo modo di dire mette in guardia dal fare del bene ad una persona malvagia perché questa non solo si rivelerà ingrata ma, addirittura, diventerà anche nemica del suo benefattore.
Allungare il collo. Attendere ansiosamente qualcosa che tarda a giungere.
Alzare le vele. Accingersi fiduciosamente a una nuova opera, intraprenderla.
Alzare, drizzare la cresta. Si dice di chi inorgoglisce, diventa presuntuoso ed arrogante, come il gallo, per l'appunto, che drizza la cresta per ostentare forza ed autorità. Il contrario è "abbassare la cresta", cioè mettere da parte l'orgoglio e diventare umili o fare un vero e proprio atto di sottomissione.
Ammainare le vele. Muoversi, andare via.
Andar per la via battuta. Andare sul sicuro.
Andar per rane. Divagare, perdere il filo di un discorso.
Uscire del seminato
Andar vitello e tornare bue. Cominciare con grandi aspettative e finire delusi.
Andare a braccetto. Andare molto d'accordo.
Andare a Canossa. Riconoscere i propri errori ed umiliarsi per chiedere perdono.
Andare a catafascio. Andare in rovina.
Andare, mandare in baracca. Andare a rifascio.
Andare a fagiolo. Andare a genio.
Andare a farsi benedire. Andare in malora, andare male, finire in niente (detto di cosa).
Andare a fiuto. Procedere seguendo l'istinto.
Andare a raso.
Andare a genio. Garbare, piacere.
Andare a fagiolo.
Andare a gonfie vele. Procedere molto bene, avere successo.
andare a vele spiegate
Andare a letto con i polli. Coricarsi molto presto.
Andare al diavolo. Finire male. Andare in rovina.
Andare a monte. Fallire, non raggiungere l'esito sperato.
Andare all'aria. Andare a vuoto. Andare a pico. Andare a rotoli.
Andare a nozze. Fare una cosa con grande piacere e soddisfazione.
Andare a Patrasso. Scherzosamente: morire, mentre il meno comune inondare a Patrasso significa uccidere. Ma si dice anche di un'impresa risoltasi in un fallimento.
Andare a sentir cantare i grilli. Uscire a piedi avanti.
Andare (o colare) a picco. Fallire. Andare in rovina.
Un negozio, un progetto andato a picco.
Andare a rotoli. Andare a vuoto. Andare a monte.
Andare a puttane. Andare male.
Il progetto è andato a puttane. Il computer principale è andato a puttane. Qui va tutto a puttane.
Andare a raso. Procedere seguendo l'istinto.
Andare a fiuto.
Andare a rifascio. Andare in rovina.
Andare a catafascio.

Andare a Roma e non vedere il Papa. Trascurare cose importanti.
Andare a rotoli. Fallire.
Andare a pico. Andare a vuoto. Andare a monte.
Andare a ruba. Detto di un prodotto, essere molto richiesto, tanto da scarseggiare sul mercato.
Andare a sbattere. Andare a finire.
Se i prezzi continuano a salire, dove andremo a sbattere?
Andare a scopare il mare. Fare un lavoro inutile.
Fare la zuppa nel paniere. Fare il lavoro di Sisife
Andare a sentir cantare i grilli. Morire.
Andare a Patrasso. Uscire a piedi avanti.
Andare a tastoni. Non avere le idee chiare.
Andare a vuoto. Non riuscire, fallire, non avere successo. > Andare all'aria. Andare a pico.
Andare a zonzo. Camminare senza meta o scopo preciso, per svago o per passare il tempo.
Andare alla sbarra. Andare in giudizio, in tribunale.
Andare all'aria. Non realizzarsi.
Andare a vuoto. Andare a pico. Andare a monte.
Andare coi piedi di piombo. Procedere, anche metaforicamente, con estrema prudenza ed avvedutezza, stando attenti anche ai particolari.
Andare come l'asino alla lira. Fare cose per le quali si è assolutamente impreparato.
Andare di corpo. Defecare.
Andare dove le capre non cozzano. Andare in prigione.
Andare in baracca. Andare in rovina.
Andare a catafascio.
Andare in bestia. Infuriarsi. Perdere il controllo di sé, adirarsi, diventari violento.
Andare in bianco. Fallire.
Andare in brodo di giuggiole. Uscire di sé dalla contentezza. Gongolare di gioia, essere lusingato. In riferimento al contenuto zuccherino delle giuggiole, frutto commestibile, il proverbio viene usato per indicare chi prova, per merito proprio o di altri, la dolcezza di un forte godimento.

Andare in cenere. Bruciarsi.
Andare in fumo.
Andare in frantumi. Rompersi.
Andare in fumo. Bruciarsi, svanire, fallire.
Andare in cenere.
Andare in oca. Confondersi. Essere distratto, dimenticarsi di qualcosa.
Andare in mallora. Andare in rovina.
L'azienda del padre è andata in mallora. La grandine ha mandato in mallora il raccolto.
Andare in vacca. Andare in cattiva condizione; in rovina, allo sfacello.
Il progetto è andato in vacca.
Andare in visibilio. Andare in estasi per la gran gioia, o anche (ma più raramente) essere molto meravigliati.
Andare liscio. Procedere senza contrattempi.
Andare per la maggiore. Essere considerato fra i primi nella propria attività professionale o nel proprio ambiente e si riferisce anche a qualcuno o a qualcosa che è "in", in voga, alla moda.
Andare per la maggiore. Godere di molta stima e prestigio; esser valutato tra i primi nel proprio ambiente o nella propria arte; essere in voga. Essere molto richiesto.
Andare per le lunghe. Protrarsi, dilungarsi. Procedere con strema lentezza, durare moltissimo tempo.
Andare per mare senza biscotto. Iniziare qualcosa senza la necessaria attrezzatura.
Andare per rane. Fare divagazioni in un discorso.
Uscire (o andare fuori) dal seminato
Andare su tutte le furie. Adirarsi, incollerirsi.
Essere (diventare) verde dalla bile.
Andare via. Sparire, lasciare il luogo dove si è.
Andare, correre a rotta di collo. Troppo velocemente, col rischio di rimetterci la vita e, per estensione, andare verso la rovina.
Gli affari vanno a rotta di collo.
Andare, essere in barca. Entrare, sentirsi in crisi, cadere in uno stato confusionale.
Aprire gli occhi. Ricredersi o far ricredere qualcuno rendendolo edotto di una realtà che ignorava, spesso allo scopo di metterlo in guardia da un pericolo.
Aprire il becco. Parlare, intervenire in una conversazione.
Arrampicarsi sugli specchi. Fare tentativi miseri e inutili.
Aspettare la manna del cielo. Si dice di chi resta inerte, inoperoso, aspettando la buona fortuna o che altri faccia per lui o gli appiani le difficoltà.
Aspettare la palla al balzo. Attendere il momento opportuno.
Aspettare, attendere qualcuno al varco. Stare in agguato, in attesa di coglierlo di sorpresa nel momento in cui si trova impreparato; anche, attendere l'occasione favorevole per ottenere una rivincita personale su qualcuno, metterlo alla prova.
Aspettare, cacciare la lepre al balzello. Aspettare il momento giusto per agire o vendicarsi.
Attacare [un] botone a qualcuno. Trattenerlo con chiacchere inutili e noiose.
Attacare il berretto (o le scarpe) al chiodo. Abbandonare un'attività sportiva.
Attacarsi come la gramigna. Avere un attacamento, un'insistenza inopportuni e molesti.
Attaccare il campanello al collo dei gatti. Voler fare un'impresa impossibile.
Cercare la quadratura del cerchi
Aver fatto trenta e fare trentuno. Fare l'ultimo sforzo per completare il lavoro.
Aver la coda di paglia. Vergognarsi di un difetto o di una colpa commessa, e perciò stare sempre in sospetto che le parole altrui intendano alludervi.
Aver la corda al collo. Trovarsi in una situazione difficile o pericolosa, dalla quale non sembra possibile uscire senza danno, o in una condizione di costrizione o schiavitù senza scampo.
Aver le mani lunghe. Essere propenso al furto.
Aver perso i muli e cercare i capestri. Cercare la cosa sbagliata. Tentare di conseguire un risultato con mezzi inadatti o con sistemi complicati e tortuosi.
Voler scopare il mare.
Aver provato il dente/morso del lupo. Essere diventato prudente dopo una brutta esperienza.
Avere a carte quarantotto. Avere qualcuno in antipatia, vederlo come il fumo negli occhi.
Avere (o mettere addosso) una fifa blu. Provare e, rispettivamente, incutere una bella paura, tale (in teoria) che il volto diventa così pallido da assumere una sfumatura bluastra, come in chi sia stato esposto a un freddo assai intenso.
Pisciarsi (cacarsi) addosso, sotto
Avere [del] fegato. Essere coraggioso. Di chi arriva fino alla temerarietà si dice che è sfegatato.
Avere agio di fare qualcosa. Averne la possibilità, l'opportunità.
Avere ancora bisogno della balia. Essere immaturo, poco autonomo, impacciato.
Avere ancora della birra nel corpo. Avere ancora delle risorse, delle forze da spendere.
Avere culo. Essere fortunato.
Avere un bel sedere
Avere gli occhi di Argo. Guardare con molta attenzione.
Avere gli occhi foderati di prosciutto. Non vedere l'evidenza.
Avere grilli per la testa. Avere grandi e fantasiose aspirazioni.
Avere i coglioni [quadrati]. Avare un carattere forte, risoluto, tenace.
Avere il becco lungo. Parlare in modo un po' invadente.
Avere il bernoccolo per qualcosa. Manifestare inclinazione naturale per qualcosa.
Nascere col bernoccolo della musica.
Avere il cervello come le acciughe. Essere scemo o sventato.
Avere il coltello alla gola. Trovarsi in una situazione molto precaria e rischiosa.
Avere il coltello dalla parte del manico. Essere in una posizione di forza, decisamente favorevole.
Avere il diavolo addosso. essere esagitato.
Avere il gatto nella madia. Avere poco da mangiare, vivere in povertà.
Avere il ginocchio della lavandaia. Avere proprio tutte le magagne, essere un autentico cerotto.
Avere il latte alle ginocchia. Espressione con la quale si vuole evidenziare che una persona ci sta terribilmente annoiando con i suoi discorsi sciocchi e inutili.
Avere il mestolo in mano. Avere la facoltà di fare e disporre a proprio modo, comandare dispoticamente.
Avere il tatto di un elefante. Non conoscere le buone maniere, essere privo di sensibilità come, a causa del suo spessore, sarebbe la pelle del pachiderma.
Avere la belleza dell'asino. La belleza della gioventù.
Avere la bocca che sa ancora di latte. Si dice di chi, essendo ancora giovane si dà arie di adulto.
Avere aconca il latte alla bocca, puzzare ancora di latte.
Avere la bottega in un luogo. Passarci molto tempo.
Sta di bottega al bar.
Avere la buccia dura, essere di buccia dura. Essere resistente alle fatiche o alle sfortune.
Avere la coda di paglia. Essere sempre sul chi vive, allarmarsi alla minima allusione sfavorevole, discolparsi senza neppure essere accusati, non avendo la coscienza tranquilla. come chi avesse un'immaginaria coda di paglia e quindi un sacrosanto timore dei fiammiferi.
Avere la faccia come il culo. Non provare vergogna per le proprie cattive azioni, essere sfrontato, spudorato.
Avere la faccia foderata di lamiera. Essere spudorato.
Avere la faccia tosta (o di bronzo). Si dice di una persona impudente, che non ha vergogna né ritegno.
Avere la luna. Essere di malumore, irragionevolmente irritabili e pronti al litigio.
Alzarsi (o essere) con la luna di traverso; andare a lune; essere lunatici. Avere la luna di traverso. Avere la luna storta. Avere le lune.
Avere la pazienza di Giobbe. Essere molto pazienti, sopportare con rassegnazione molestie, ingiustizie e tribolazioni.
Avere la pelle d'oca. Rabbrividire per il freddo o la paura.
Avere la pelle dura. Resistere alle fatiche, alle sofferenze, alle malattie; o anche avere poca sensibilità.
Avere la pentola al fuoco. Avere di che vivere.
Avere la scimmia sulla spalla. Essere sotto l'effetto della droga.
Avere la testa sul collo. Avere giudizio, essere assennato.
Avere le traveggole. Vedere una cosa per un'altra. Far vedere ciò che non è, far confondere, ingannarsi nel capire, nel giudicare.

Avere le batterie scariche. Essere stanco, stremato, depresso.
Avere le mani fatate. Riuscire a far bene qualcosa e con facilità.
Avere le palle piene. Essere stufo, non poterne più.
Ne hanno le palle piene di tutto quel rumore.
Avere le pigne in testa. Essere insensato e sciocco.
Avere qualcuno sui coglioni. Non poterlo soffrire.
Avere solo un'infarinatura di qualcosa. Conoscere un argomento solo in modo generale o superficiale.
Avere torto marcio. Non avere la minima ragione.
Il mio "amico" Paolo, di Linz, è uno xenofobo esaltato che ha torto marcio.
Avere tutti ai propri piedi. Avere successo, avere molti ammiratori.
Avere un asso nella manica. Avere delle risorse, delle proposte, degli argomenti tenuti in serbo e che, fatti valere al momento più opportuno, assicureranno il successo, la vittoria.
Avere un bel sedere. Essere molto fortunato.
Avere culo
Avere un cervello di formica. Essere mentalmente chiusi.
Avere un chiodo fisso. Avere un pensiero ricorrente.
Avere un diavolo per capello. Essere molto irritato, infuriato. Essere arrabbiatissimo.
Avere un santo dalla propria. Essere particolarmente fortunati.
Nascere con la camicia.
Avere una ciabatta del Machiavelli. Essere molto astuto.
Avere una gatta da pelare. Avere un grosso problema da risolvere.
Avere una marcia in più. Essere particolarmente brillante, distinguersi per doti notevoli o spirito di iniziativa.
Avere una memoria di ferro (o d'elefante). Possedere un'ottima memoria.
Avere una pazienza da certosino. Essere molto pazienti.
Avere voce in capitolo. Essere tra coloro che hanno credito e autorità, godere del diritto di parlare e del prestigio per essere ascoltati.
Avere, sentirsi, far venire l'acquolina in bocca. Sono tutte espressioni che, letteralmente, si riferiscono alla saliva che si produce in bocca alla vista o al solo pensiero di una pietanza appetitosa. Per estensione, alludono in generale a cosa vivamente desiderata, appetibile.
Avere, tenere la borsa stretta. Essere molto moderato nello spendere
Averne fin sopra i capelli. Essere annoiato, stufo di qualcuno o qualcosa. Non poterne più.
Averne fino al collo; avere i coglioni pieni.
Averne i coglioni pieni. Averne abbastanza, esserne stufo, non poterne più di qualcuno o di qualcosa.
Ne hanno i coglioni pieni di tutto quel rumore.
Averne per un pezzo. Periodo di tempo piuttosto lungo.
È un pezzo che ti sto aspettando, è partito da un pezzo, ne avrò per un pezzo.


Bagnarsi il becco. Bere appena un sorso.
Ballarci dentro. Avere indosso abiti troppo grandi.
Battere due chiodi a una calda. Fare due cose contemporaneamente o dedicarsi a due compiti diversi ma tra loro dipendenti e, quindi, conseguendo due risultati con una sola azione.
Battere il cane al posto del padrone. Prendersela non con il responsabile di un torto, ma con qualcuno più debole che gli sta vicino.
Battere il chiodo (o sempre sullo stesso chiodo). Insistere in continuazione sulla stessa cosa o argomento
Battere il ferro finché è caldo. Saper approfittare delle buone occasioni e dare l'inizio a qualcosa quando la situazione è favorevole.
Battere il marciapiede. Esercitare la prostituzione per strada.
Battere il naso. Imbattersi in qualcuno o in qualcosa.
Battere il tamburo. Farsi molta pubblicità.
Battere la fiacca. Sentire la stanchezza, comportarsi svogliatamente. Lavorare controvoglia, essere pigro. Fare le cose svogliatamente e lentamente.
Battere la grancassa. Voler dare risalto eccessivo, pubblicità sproporzionata alla reale importanza di una persona o di un'impresa.
Battere sempre sullo stesso tasto. Ripetere con insistenza qualcosa.
Battere (o alzare) il tacco. Andarsene, fuggire.
Battersela. Andar via all'improvviso.
Svignarsela
Benedire col manico della scopa. Bastonare qualcuno.
Benedire con la granata. Bastonare, picchiare qualcuno.
Benedire col manico della scopa.
Bere d'ogni acqua. Prendere ciò che è possibile.
Bere il calice fino alla feccia. Subire fino in fondo dolori e umiliazioni.
Bersela. Credere a qualche fandonia.
Bollare a fuoco. Coprire d'infamia, di vergogna.
Bollire in pentola. Stare per accadere.
Brillare per la propria assenza. Farsi notare vistosamente per la propria assenza in un luogo o a una manifestazione dove si era attesi.
Bruciare il paglione. Mancare una promessa.
Bruciare le tappe. Procedere a ritmo sostenuto, celermente, superando con rapidità ostacoli e indugi.
Bruciare sul vivo. Colpire fortemente.
Bruciarsi le ali. Dannegiarsi, esponendosi imprudentemente a un pericolo.
Buttar l'osso a qualcuno. Pagare qualcuno, corromperlo con il denaro.
Buttar via l'acqua sporca con il bambino dentro. Disfarsi di cosa ritenuta inutile, senza avvedersi di buttar via, con essa, anche ciò che si deve conservare.
Buttare (o gettare) a mare. Disfarsi, abbandonare.
Buttare (o gettare) all'aria. Mettere a soqquadro; far fallire.
Buttare (o gettare) la polvere negli occhi. Illudere, ingannare subdolamente.
Buttare al vento. Sprecare, sciupare.
Buttare giù.
Abbattere, demolire.
Buttare giù un vechio edificio.
Inghiottire.
Buttare giù una pillola.
Far deperire, demoralizzare.
La malattia l'ha buttato giù.

Buttare i soldi dalla finestra. Spendere insensatamente.
Buttare là. Dire qualcosa con sottile intenzione, fingendo noncuranza.
Buttare là un'idea, un sospetto.
Buttare qualcuno in pasto alle belve. Esporre qualcuno alle critiche di gente perfida.
Buttare sulla strada. Licenziare, rovinare.
Buttare via. Gettare, cestinare; dilapidare. Sprecare.
Buttarla sul ridere (o sul comico). Vedere il lato buffo di qualcosa, specialmente di qualcosa che di per sé è serio o anche drammatico.
Buttarsi a capo fitto. Slanciarsi con arditezza.
Buttarsi a pesce. Dedicarsi, applicarsi con entusiasmo: buttarsi a pesce sul cibo, cominciare a mangiarlo con avidità.
Buttarsi nel fuoco per qualcuno. Fare di tutto per aiutare qualcuno. Avere una devozione e dedizione assoluta per qualcuno, essere disposto a qualsiasi sacrificio.


Cadere a brani. Andare in rovina.
Cadere dalla padella nella brace. Peggiorare la situazione, trovare un presunto rimedio che, invece, ben presto si rivela peggiore del male.
Cadere in (o prendere) un abbaglio. Commetere un errore provocato da un grosso equivoco.
Prendere un granchio.
Cadere in piedi. Uscire indenni, o quasi, da una situazione precaria, con inaspettata fortuna.
Calare le vele. Abbassare l'orgoglio; anche, cedere, abbandonare la lotta.
Calzare a pennello. Stare perfettamente.
Queste scarpe ti calzano a pennello.
Cambiare le carte in mano, in tavola. Modificare, stravolgere una situazione, cambiare i termini di una questione a proprio vantaggio.
Camminare come un gambero. Non fare progressi, regredire in un'attività.
Cantare come un fringuello. Cantare allegramente.
Cantare come un usignolo. Cantare molto bene.
Cantare come una rana. Cantare in modo sgraziato.
Capire l'antifona. Afferrare a volo, da una semplice allusione, dove l'interlocutore vuole andare a parare, quali siano le sue non dichiarate intenzioni. Capire il vero senso di un discorso allusivo. Cogliere il senso vero di un'allusione.
Capitare a fagiolo. Capitare nel momento giusto, nel momento più opportuno. Si dice di cose e persone.
Tornare a bomba.
Capitare tra capo e collo. Capitare inaspettadamente. Presentarsi improvvisamente, quando meno uno se l'aspetta.
Cascare come le pere, come una pera cotta. Non opporre resistenza di volontà o di carattere; innamorarsi subito.
Cascare dal pero. Dover prendere atto, in genere dolorosamente, di una data realtà. Anche essere costretti a cambiar vita, peggiorandone il tenore, a causa di un rovescio economico e simili. Oppure essere costretti ad abbandonare un atteggiamento di superiorità, di snobismo, di altezzosità.
Cascare dalle nuvole.
Cavalcare la tigre. Voler approfittare in ogni modo di una certa situazione senza valutare adeguatamente i rischi in cui si può incorrere con un tale comportamento. L'espressione viene anche usata quando si tenta di venire a capo e controllare una situazione in cui si è coinvolti.
Cercare di dominare e di volgere a proprio favore una situazione molto difficile.

Cavar le castagne dal fuoco. Procurarsi vantaggi, guadagni, evitare noie (facendo rischiare o lavorare gli altri: per questo si aggiunge alla frase "con la zampa del gatto".
Cavarsela per il rotto della cuffia. Riuscire a stento, quasi per miracolo.
Salvarsi in corner.
Cavarsela. Farcela, riuscire, uscirne bene. Superare più o meno brillantemente una situazione difficile. Uscire da una situazione di pericolo.
I medici dicono che se la caverà. È stato un brutto incidente, ma lui se l'è cavata con qualche contusione.
Sbarcarla.
Cercare col lanternino. Cercare con grande cura, con pignoleria, qualcosa molto difficile a trovarsi.
Cercare di raddrizzare le gambe ai cani. Fare una cosa inutile, o volere l'impossibile.
Cercare il pelo nell'uovo. Essere molto pignolo. A proposito di un atteggiamento di critica eccessivamente minuziosa.
Cercare la quadratura del cerchio. Tentare un'impresa impossibile, affannarsi su un problema troppo arduo nell'illusoria speranza di risolverlo.
Cercare l'asino ed esserci sopra. Cercare qualcosa e non accorgersi di averla accanto.
Cercare per terra e mare. Cercare dappertutto.
Cercare rogne. Crearsi dei problemi, mettersi nei pasticci volontariamente.
Cercare un ago in un pagliaio. Similitudine usata per definire l'impresa, pressoché irrealizzabile, di chi voglia trovare una cosa, scoprire un particolare, tra una moltitudine di elementi difficili da districare.
Chiedere (o volere) la luna. Pretendere qualcosa di impossibile.
Voler cavar sangue da una rapa. Volere la luna nel pozzo.
Chiodo schiaccia chiodo. Un cruccio, un dolore ne attutisce altri, quasi facendoli dimenticare.
Chiudere a sette chiavi. Custodire gelosamente.
Chiudere la bocca a qualcuno. Impedirgli di parlare con minacce e violenze.
Chiudere la porta in faccia a qualcuno. Scacciarlo.
Chiudere la stalla quando i buoi sono scapati. Intervenire e prendere provvedimenti quando è troppo tardi. Prendere precauzioni tardive.
Chiudere un occhio. Fingere di non sapere; anche, essere tollerante.
Chiudersi in una torre d'avorio. È l'appartarsi sdegnoso d'un uomo di cultura dalla vita pratica o dalla lotta, per coltivare gli studi o la propria arte.
Ritirarsi sull'Aventino.
Chiudersi nel proprio bozzolo. Condurre una vita appartata; isolarsi.
Citare testi e pentole. Quando un autore scrive un testo con eccessiva e superflua erudizione, si dice ironicamente che ha citato testi e pentole, cioè ha citato proprio tutto, dall'a alla z, senza criterio.
Ciurlare nel manico. Mancare a una parola o a un impegno, rinviare con scuse o pretesti l'adempimento di promesse. Non contribuire in alcun modo al raggiungimento di una conclusione.
Cogliere con le mani nel sacco. Sorprendere qualcuno in flagrante.
Cogliere l'attimo fuggente. Sapere apprezzare i momenti positivi della vita, godendo delle sue gioie; non lasciarsi sfuggire le opportunità, cogliere le occasioni al volo.
Colmare il sacco. Esagerare, oltrepassare il limite.
Colpo di spugna. Cancellazione, eliminazione, rimozione di quanto può essere motivo di contrasto, di risentimento.
Coltivare il proprio orto. Occuparsi solo dei propri problemi, desinteressandosi di quelli altrui.
Comandare a bacchetta. Comandare in maniera eccessivamente autoritaria e severa, da despota.
Comprare la gatta nel sacco. Comprare a occhi chiusi, senza controllare.
Conoscere i propri polli. Capire le persone con cui si ha a che fare.
Conoscere i propri polli. Conoscere bene le persone con cui si ha a che fare.
Conoscere le proprie pecore. Conoscere le persone con le quali si ha a che fare.
Consolarsi con l'aglietto. L'aglietto è l'aglio in erba, non ancora formato, senza spicchi. Se ci accontentiamo di mangiare quello, vuol dire che ci accontentiamo di poco, che ci consoliamo con cose di poco conto.
Contare i boccone a qualcuno. Dargli poco da mangiare per avarizia.
Contare quanto il due di briscola. Non contare nulla, essere l'ultima ruota del carro, poiché il due, nel gioco della briscola, è la carta che vale meno, mentre l'asso è quella che vale di più, donde l'altra espressione essere l'asso di briscola, cioè la persona più importante.
Correre la cavallina. Avere molte aventure galanti, far vita spensierata.
Cospargersi il capo di cenere. Umiliarsi.
Covare sotto le cenere. Non manifestare un sentimento, un pensiero.
Credere che l'asino voli. Credere le cose più inverosimili.
Credersi figlio della gallina bianca. Sentirsi privilegiato. Essere o ritenersi privilegiato, esente da certi doveri.
Crepare dalla bile. Struggersi d'invidia.
Crescere come la gramigna. Diffondersi in fretta.
Cucire i panni addoso a qualcuno. Fare qualcuno oggetto di maldicenza, di rabbia.


Dar da bere alle rane. Voler insegnare le cose a chi le sa benissimo.
Insegnare ai gatti a rampicare.
Dar del filo da torcere. Creare ostacoli e non finire prima di cedere o dichiararsi battuto. Procurare noie.
Dar le mele a uno. Picchiarlo forte.
Dar l'erba trastulla. Colmare di lusinghe, di promesse vane.
Dar, passare la bustarella. Dare una somma di denaro per favorire lo svolgimento di un affare, una pratica.
Dare addosso a qualcuno. Investire qualcuno con accuse o critiche.
Dare i confetti di papa Sisto. Dare una brutta notizia.
Dare il benservito. Mettere qualcuno alla porta, licenziarlo, abbandonarlo.
Dare il calcio dell'asino. Colpire chi ci aveva beneficiato ma è caduto dal potere.
Dare la birra a qualcuno. Batterlo nettamente.
Fare cappotto.
Dare la paga. Sconfiggere, battere.
Dare lo sbruffo. Regalia o denaro dati per corrompere qualcuno.
Chiedere, prendere, accettare lo sbruffo.
Dare lo zuccherino. Compensare qualcuno in parte per la delusione di qualcosa non ottenuta.
Dare nell'occhio. Colpire. Farsi notare, attirare l'attenzione.
Gianna è una bellissima ragazza e dà nell'occhio ogni volta che va in discoteca.
Dare nespole. Dare colpi secchi.
Dare olio di gomito. Metter forza, energia o addirittura fatica nel fare una cosa, soprattutto nel pulire, strofinando bene.
Dare per un piatto di lenticchie. Dare per nulla.
Dare spago a qualcuno. Assecondare l'invadenza di qualcuno.
Dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Distribuire opportunamente lodi o biasimi, ragioni o torti, in modo di non dispiacere a nessuno; portare avanti due affari curandoli alternativamente. Cercare di destreggiarsi senza scontentare nessuno. Non prendere posizione netta

Dare una bufala. Ingannare qualcuno.
Dare una fregatura. Truffare.
Dare via al culo. Essere disposto a tutto pur di ottenere qualcosa.
Darsi la zappa sui piedi. Ragionare, portare prove contro il proprio assunto; nuocere involontariamente a se stessi.
scavarsi la fossa sotto i piedi; farsi la croce con le proprie mani; farsi la frusta per la schiena.
Digrignare, mostrare i denti. Far mostra di durezza, minacciare.
Fare il muso duro.
Dire a nuora perché suocera intenda. Far capire una cosa a chi non vorrebbe sentirla, dirgliela indirettamente.
Dire qualcosa a carte quarantotto. Parlare senza mezzi termini, con chiarezza brutale.
Dirla in rima. Parlare chiaro e tondo.
Dirne di tutti i colori. Dire tutto il male possibile di qualcuno, oppure mandare tutte le imprecazioni.
Dirne quattro. Dire a qualcuno ciò che si merita, trattarlo duramente.
Distinguere, separare il grano dal loglio. Fare distinzione tra buono e cattivo. Separare il bene dal male, il buono dal cattivo.
Dividire il grano dalla zizzania. Distinguere il bene dal male.
Domandare all'oste se ha buon vino. Fare domande ovvie, scontate. Domandare qualcosa di cui è ovvia la risposta.
Dormirci sopra. Rimandarla, soprassedere ad una decisione.
Dormire della grossa. Dormire sodo, dormire profondamente.
Dormire in piedi come i cavalli. Essere intontito, svagato.
Dormire sotto i ponti. Non avere casa.
Essere povero in canna
Dormire su un letto di piume. Non avere preocupazioni materiali.
Dormire tra due guanciali. Sentirsi al sicuro. Non avere alcuna preoccupazione.
Dormire, riposare sugli allori. Stare inoperoso all'ombra dei meriti acquistati o accontentandosi delle glorie passate.


Entrarci, starci come il cavolo a merenda. Essere una cosa inopportuna, fuori luogo. Si dice in riferimento a cosa assolutamente estranea a un discorso, a una situazione.
Entrare da un orecchio e uscire dall'altro. Essere una cosa che non turba, non coinvolge.
Entrare negli anta. Compiere i quarant'anni.
Entrare papa in conclave e uscire cardinale. Avere inizialmente grandi progetti e non concludere nulla.
Entrare per il buco della chiave. Comparire improvvisamente, superare a stento una prova.
Esser nero come un calabrone. Persona dalla carnagione scura o molto abbronzata dal sole o, più com., di pessimo umore, coi nervi a fior di pelle.
Essere a cavallo. Essere sicuro di raggiungere uno scopo.
Essere a corto di. Scarseggiare.
Essere a uscio e bottega. Essere vicinissimi di casa e talvolta in dimestichezza.
Essere al settimo cielo. Essere al colmo della felicità.
Essere al verde. Non avere più soldi; essere a corto di qualcosa.
Essere in bolletta; Esser povero in canna, Essere senza il becco di un quattrino. Essere senza una lira. Essere pulito.
Essere appeso (o attacato) a un filo. Trovarsi in una condizione molto precaria. Essere in condizioni di insicurezza.
Essere aut Caesar aut nihil. Essere il migliore o niente.
Essere baciato dalla fortuna. Essere molto fortunato.
Essere bene/male in arnese. Essere in ottima/pesima forma, di bello/brutto aspetto, con una bella/brutta cera.
Essere come Ercole al bivio. Essere molto indecisi su una scelta da prendere.
Essere come i ladri di Pisa. Essere complici pur non andando d'accordo.
Essere come il diavolo e l'acqua santa. Non sopportarsi, non andare assolutamente d'accordo.
Essere come il prezzemolo. Intrufolarsi dappertutto. Essere sempre presente.
Essere come la tela di Penelope. Non avere mai fine.
Essere come la volpe e il gatto. Spalleggiarsi, sorreggersi a vicenda per ingannare qualcuno.
Essere come l'Araba Fenice. Essere introvabile, inafferrabile-
Essere culo e camicia con qualcuno. Essere sempre insieme, in grande amicizia.
Essere legati (cuciti) a filo doppio.
Essere della parrocchia. Far parte di un gruppo.
I ragazzini del quartiere non volevano giocare con Gianni, che si era trasferito lì da poco tempo, perché secondo loro non era della parrocchia.
Essere della stessa lana. Assomigliarsi negli aspetti negativi.
Essere di bocca larga e di manica stretta. Essere molto generoso a parole, ma non nei fatti.
Essere di manica larga (o stretta). Essere indulgente (o severo).
La professoressa è stata di manica larga con Gianni. Non si meritava un voto così alto.
Essere di mezzo. Restare coinvolti, essere in gioco.
Essere facile come bere un uovo. Si dice di cosa che si fa con grande facilità.
Essere fortunato come i cani in chiesa. Essere sfortunato.
Essere freddo come un masso. Si dice di persona insensibile.
Essere gonfio come una rana. Si dice di persona boriosa, tronfia.
Essere il bersaglio di qualcuno. Essere preso di mira, essere perseguitato da una persona.
Essere il gallo della Checca. Uomo vivace e intraprendente con le donne.
Essere il quinto evangelista. Pretendere di essere creduti sulla parola.
Essere il vaso delle Danaidi. Si dice di un'impresa che non vedrà mai la fine.
Essere il violino di spalla. Il collaboratore più vicino e fidato.
Essere in ballo. Essere coinvolto in qualcosa di sgradevole; essere messo in forse.
Ormai sono in ballo e devo continuare; è in ballo il mio futuro.
Essere in bolletta. Essere rimasto senza soldi, trovarsi in una difficile situazione economica.
Essere al verde, senza quattrini. Infilar le pentole.
Essere in erba. Essere giovane, all'inizio di carriera.
Un musicista in erba.
Essere in una botte di ferro. Essere in una situazione di tranquillità, essere inattaccabili. Essere al sicuro.
Essere in vena. Sentirsi nel pieno delle forze, dell'estro, nella condizione migliore per fare qualcosa.
Essere indietro come la coda del maiale. Essere una persona rozza e incivile.
Essere la camicia di Nesso. Essere un tormento insopportabile.
Essere la ciliegina sulla torta. Essere il tocco finale, il particolare che completa e rifinisce.
Essere la fabbrica del duomo. Si dice di impresa che, per le immani dimensioni o per l'inefficienza o pigrizia di chi vi pone mano, non è mai finita.
Essere la ninfa Egeria. Essere l'ispiratore segreto di qualcuno.
Essere legati (o cuciti) a filo doppio. Essere molto uniti, inseparabili.
Essere culo e camicia.
Essere lo zimbello di qualcuno. Essere il bersaglio di scherzi, non essere considerato.
Essere l'ultima ruota del carro. Essere il meno importante.
Essere l'uovo di Colombo. Essere una soluzione semplice ma a cui nessuno aveva pensato.
Essere magro come una scopa. Essere secco allampanato.
Essere magro come un'acciuga (o un chiodo). Essere molto magro, rinsecchito.
Essere male in arnese. Esser malvestito, in cattive condizioni economiche o di salute. Essere bene in arnesevuol dire, naturalmente, il contrario.
Essere negato. Essere completamente inadatto, non essere affatto portato (per un'attività o una disciplina)
Essere nella manica di qualcuno. Essere persona prediletta, cara a qualcuno.
Essere nelle canne. Essere in difficoltà.
Essere noto ai quattro angoli della terra. Essere risaputo ovunque.
Essere nuovo di zecca. Essere un acquisto recente o una novità.
Essere pane e cacio con qualcuno. Andare di perfetto accordo.
Essere peggio che andar di notte. Andare da un male all'altro, esserein una situazione di continuo deterioramento.
Essere pigiati come acciughe. Essere addossati l'uno all'altro in poco spazio, come acciughe inscatolate sott'olio.
Essere povero in canna. Esser poverissimo, quasi nell'indigenza, nella miseria. Si dice anche "Ridotto sul lastrico", "Povero come Giobbe".
Essere, restare al verde. Dormire sotto i ponti. Essere in bolletta. Infilar le pentole.
Essere questioni di lana caprina. Discussioni senza fondamento o su cose da nulla, come le "dispute sul sesso degli angeli" o "sull'ombra dell'asino".
Essere roba da chiodi. Essere una cosa incredibile, pazzesca.
Essere sano come un pesce. Godere di ottima salute.
Essere su un binario morto. Essere in una situazione difficile e senza sbocchi.
Essere sul binario giusto. Procedere in modo corretto e adatto all'obiettivo da raggiungere.
Essere sul filo del rasoio. In una situazione di pericolo, di estrema difficoltà.
Essere sul letto di Procuste. Trovarsi in una situazione di grave disagio.
Essere tra il lusco e il brusco. Essere in un'ora incerta tra il giorno e la notte, tenere un atteggiamento fra il benevolo e l'arcigno.
Essere un asino nella pelle di leone. Mascherare una natura vile sotto un'apparenza coraggiosa.
Essere un (o fare il) camaleonte. Si dice dell'opportunista, pronto a mutare bandiera e opinione secondo la convenienza, soprattutto in politica.
Essere un (o fare il) portoghese. Intrufolarsi senza pagare il biglietto tra il pubblico che assiste a uno spettacolo teatrale o sportivo.
Essere un agnello tra i lupi. Essere una persona mite che si trova a contatto con gente agguerrita e pericolosa.
Essere un Arlecchino. Essere poco affidabile.
Essere un Arpagone. Essere una persona molto avara e meschina.
Essere un asino calzato e vestito. Essere un perfetto ignorante.
Essere un azzeccagarbugli. Essere un imbroglione.
Essere un carciofo. Essere tonto, insulso e sciocco.
Essere un Carneade. Essere un perfetto sconosciuto.
Essere un carro armato. Agire con ostinata, ottusa determinazione.
Essere un Cerbero. Essere una persona severa e arcigna.
Essere un cincinnato. Essere una persona onesta e semplice che, dopo aver ricoperto cariche importanti, si ritira a vita privata.
Essere un furbo di tre cotte. Un furbo (o un birbante) di tre cotte è una persona la cui furbizia è estremamente sottile e raffinata, così come lo sono certi cibi o alimenti dopo cotture successive.
Saperla lunga
Essere un ganimede. Essere una persona bella e raffinata.
Essere un grillo parlante. Essere un moralizzatore saccente.
Essere un impiastro. Essere una persona molto noiosa, lamentosa, che ha sempre necessità di qualcosa ma soprattutto importuna, invadente.
Essere un ladro in guanti gialli. Essere un ladro dall'apparenza onesta.
Essere un mandrillo. Essere libidinoso.
Non mi piace il tuo capoufficio. Ha l'aria del mandrillo, sta' attenta.
Essere un marcantonio. Essere un uomo prestante, robusto.
Essere un pidocchio rifatto. Persona arricchitasi in breve tempo, che ostenta con volgarità il raggiunto benessere.
Essere un povero Cristo. Essere un poveretto, una persona che suscita compassione.
Essere un ramo secco. Essere inutile.
Essere un sacripante. Essere un briccone, un fanfarone.
Essere una baracca. Essere in cattivo stato, funzionare male.
Essere una barba. Essere noioso.
Essere una biscia. Essere una persona sfuggente, ambigua, infida.
Essere una buona lana. Un bel tipo, in senso negativo, un tipaccio.
Essere una canna al vento. Essere debole di carattere e privo di iniziativa.
Essere una Cassandra. Predire sventure.
Essere una frana. Non riuscire a concludere nulla.
Essere una lince. Avere la vista acutissima; essere dotato di grande acutezza intellettuale.
Essere una matusa. Comportarsi da vecchio, senza elasticità mentale.
Essere una mignata. Essere un seccatore, anche un approfittatore.
Essere una mosca cocchiera. Agitarsi senza produrre risultati.
Essere una palla [al piede]. Essere alquanto noioso. Essere di impedimento, di peso.
Essere una pera cotta. Debole, senza carattere.
Essere una pigna verde. Essere avaro.
Spaccare il centesimo in due. Essere (o tenersi) stretto.
Essere una scarpa. Deto di una persona incapace, buona a nulla, priva di interesse, inutile.
Essere una spugna. Essere un ubriacone, un bevitore accanito, un beone.
Essere una vecchia volpe. Persona particolarmente furba e astuta, che non si lascia facilmente trarre in inganno.
Essere una vera pacchia. Godersi la vita, vivere senza pensieri.
Fare la pacchia.
Essere una zavorra. Essere un peso in più, che non serve.
Essere un'acqua cheta. Si dice di una persona apparentemente tranquilla irreprensibile, innocua, ma che sotto persegue con costanza i propri fini, da noi reputati dannosi; proprio come una lenta corrente d'acqua, che si direbbe quasi senza movimento, ma che a poco a poco mina le fondamenta dei ponti.
Essere un'anguilla imburrata. Essere sfuggente, imprevedibile.
Essere uno coi coglioni. Uno che sa il fatto suo, capace, deciso e scaltro.
Essere uno scozzese. Essere molto avaro.
Spaccare il centesimo in due. Essere (o tenersi) stretto. Essere una pigna verde. Essere una pigna verde.
Essere viscido come un'alga. Essere sfuggente e subdolo.
Essere vispo come un gallo. Uomo intraprendente con le donne.
Essere, diventare verde dalla bile. Incollerirsi.
Andare su tutte le furie.
Essere, fare la gatta morta. Comportarsi con indifferenza sorniona, fingersi ingenuo e distratto per non destare i sospetti dell'avversario e giocarla d'astuzia.
Essere, ridursi, trovarsi agli sgoccioli. Essere alla fine, al termine di qualcosa.
Essere, sembrare un pulcino nella stoppa. Essere, sembrare una persona impacciata, inesperta.
Essere, stare pigiati come acciughe (sardine). Essere fitti, compressi in una folla.
Essere, stare tra i piedi. Intralciare, dare fastidio.
Essere, tenersi stretto. Essere parsimonioso, avaro.
Spaccare il centesimo in due. Essere una pigna verde.


Far baracca. Far baldoria, far chiasso, far baccano
Far bottega di qualcosa. Farne traffico illecito.
Far buona cera. Accogliere qualcuno con benevolenza.
Far capolino. Cominciare a manifestarsi. Affacciarsi o mostrarsi appena; spuntare.
presto la verità farà capolino.
Far fagotto. Andarsene rapidamente da un luogo; ritirarsi, sloggiare. Andarsene per evitare il peggio.
Far faville. Riscuotere un successo eccezionale e inatteso.
Far forca. Marinare la scuola.
Fare sega.
Far forno. Rappresentare a teatro semivuoto. Per estensione, l'espressione si applica a concerti, conferenze e riunioni di poco successo.
Far fuoco e fiamme. Strepitare; fare tutto il possibile. Agire con accanimento.
Far girare i coglioni. Disturbare pesantemente, infastidire, far arrabbiare, tormentare.
Rompere i coglioni.
Mi stai rompendo i coglioni ed io devo lavorare. Via!
Far girare (o rompere) le palle. Infastidire, irritare, annoiare.
Far la parte del leone. Prendersi la parte migliore a danno di altri.
Far la pentola a due manici. Mettere le mani sui fianchi in atteggiamento di rimprovero o di minaccia.
Far la pioggia e il bel tempo. Esercitare un'influenza determinante su chi comanda o decide.
Far la visita delle sette chiese. Girare da un luogo ad un altro senza risultato.
Far lavorare le meningi. Pensare intensamente.
Far le cose alla carlona. Far le cose alla buona, senza cura, abborracciando, così come vengono.
Far leva su una cosa. Agire su un determinato elemento, punto e simile per ottenere ciò che si desidera.
Far leva sui sentimenti di qualcuno.
Far man bassa di qualcosa. Prenderne il più possibile. Rubare tutto ciò che è a portata di mano.
Far mare e monti. Fare tutto il possibile.
Far fuoco e fiamme.
Far moneta falsa per qualcuno. Fare di tutto per...
Far polpette di qualcuno. Massacrarlo di botte, conciarlo per le feste. Ridicolizzarlo, ridurlo all'impotenza o al silenzio.
Far qualcosa con la testa nel sacco. Agire con sventatezza, alla cieca, senza cognizione di causa.
Far ridere i polli. Essere ridicolo, dire delle grosse sciocchezze.
Far secco. Uccidere qualcuno.
Fare la pelle.
Far vedere bianco per nero. Far credere una cosa invece di un'altra.
Far vedere i sorci verdi. Sbalordire; mettere in gravi difficoltà; spaventare, oppure creare una serie di difficoltà, tanto inaspettate quanto fuori del comune.
Far vedere la luna nel pozzo. Voler far credere l'inverossimile, illudere, ingannare.
Far venire il latte alle ginocchia. Essere terribilmente noioso, insopportabile. Si dice di cosa o persona che annoia e infastidisce per la sua eccessiva stupidità o smanceria.
Far venire la barba. Annoiare qualcuno, seccarlo oltre misura, spesso mettendo a dura prova la sua pazienza.
Essere una barba.
Farcela. Riuscire.
Farci la birra. Non sapere cosa fare di qualcosa.
Farci una croce sopra. Considerare conclusa una questione, scontata una perdita, condonata un'offesa, con l'intenzione di non pensarci più.
Fare "semel in anno". Fare una cosa raramente.
Fare a botte. Picchiarsi.
Fare a gara. Impegnarsi con ogni sforzo per riuscire meglio degli altri.
Abbiamo fatto a gara per aiutarlo.
Mettercela tutta.
Fare a scaricabarili. Cercare di addossarsi l'un l'altro responsabilità, colpe, fatiche.
Fare acqua da tutte le parti. Versare in cattive condizioni: (detto di ragionamento, argomentazione, progetto e simili), essere pieno di lacune e punti deboli.
Fare ad occhio e croce. Agire senza giusta e precisa valutazione, valutare una cosa grossolanamente.
Fare bancarotta. Avere una cattiva riuscita, fallire (detto di progetti, imprese e simili).
Fare bottega di tutto. Trattare anche sentimenti e valori morali come beni commerciali.
Fare capolino. Sporgere appena il capo oltre un riparo per vedere senza essere visti.
Fare capolino dalla porta, dalla finestra, dietro il muro, fra le fronde.
Affacciarsi timidamente, spuntare.
La luna faceva capolino tra le nubi; la gelosia cominciò a fare capolino

Fare cappotto. Battere l'avversario senza dargli nessuna possibilità.
Dare la birra a qualcuno.
Fare cilecca. Mancare nello scopo e nell'effetto. Venire a meno, fallire, non riuscire, incepparsi.
Ha tentato, ma purtroppo ha fatto cilecca. Nell'ultimo salto ha fatto cilecca.
Fare come i capponi di Renzo. Litigare inutilmente.
Fare come il delfino, che mette i tonni nella rete e poi scappa. Mettere gli altri nei guai e poi sottrarsi alle proprie responsabilità.
Fare come la gatta di Masino. Fingere di non vedere.
Fare come la montagna che partorì il topo. Fare grandi progetti, promesse da cui escono piccole cose.
Fare come la volpe con l'uva. Manifestare disprezzo per quello che non si riesce ad ottenere. Fingere di non interessarsi a qualcosa intensamente desiderato.
Fare come l'asino di Buridano. Essere incerti fino a morire.
Fare conto di/che. Immaginare, fare finta.
Fai conto di non avermi visto.
Fare da balia. Stare accanto in modo iperprotettivo (a una persona).
Fare da Marta e da Maddalena. Fare cose contrastanti tra loro.
Fare da palo. Essere complice.
Fare di ogni erba un fascio. Non saper distinguere tra cose totalmente diverse. Considerare sbrigativamente cose diverse come se fossero uguali. Mettere insieme cose diverse. Mescolare senza criterio cose diverse.
Fare gli occhiacci a qualcuno. Mettere a tacere qualcuno.
Stavo parlando della gita fatta insieme quando Gianni mi ha fatto gli occhiacci. Allora ho smesso di parlare.
Fare i conti senza l'oste. Prendre una decisione senza tener conto dei fattori necessari.
Fare il bambino. Comportarsi in modo immaturo, infantile.
Fare il bamboccio. Comportarsi in modo ingenuo, impacciato, puerile.
Fare il bastian contrario. Andare controcorrente. Contraddire per il gusto di contraddire.
Fare il baule. Andarsene via.
Fare il becco all'oca [e le corna al potestà]. Terminare un lavoro con soddisfazione. Ecco fatto il becco all'oca, si dice quando si è terminato un lavoro.
Fare il bello e il cattivo tempo. Avere potere su un gruppo.
Fare il brighella. Fare il buffone spensieratamente.
Fare il callo. Assuefarsi a qualcosa di spiacevole.
Ho fatto il callo alle sue scenate di gelosia.
Fare il cascamorto. Essere un corteggiatore languido e svenevole. Recitare insistentemente la parte dell'innamorato.
Fare il casto Giuseppe. Comportarsi da uomo virtuoso.
Fare il chilo. Riposarsi dopo pranzo. Starsene a riposo dopo il pasto per facilitare la digestione.
Fare il cicisbeo. Essere un corteggiatore assiduo e frivolo.
Fare il cireneo. Addossarsi fatiche che spettano ad altri.
Fare il crumiro. Andare a lavorare nonostante lo sciopero proclamato dai compagni di lavoro.
Fare il culo a qualcuno. Recargli danno o rimproverarlo aspramente.
Fare il diavolo a quattro. Fare strepito, gran fracasso o confusione. Strepitare per far valere le proprie ragioni.
Fare il filo. Corteggiare. Fare la corte a qualcuno.
Fare il galletto. Essere impertinente; darsi arie di gran seduttore.
Fare il gatto e la volpe. Spalleggiarsi a vicenda.
Fare il gioco. Agevolare qualcuno volontariamente o meno nel raggiungimento dei suoi obiettivi.
Se non denunci il furto fai il gioco dei ladri.
Fare il grillo parlante. Presumere di poter intervenire, in modo saccente, su ogni argomento.
Fare il lavoro di Sisife. Fare un lavoro inutile.
Fare la zuppa nel paniere. Andare a scopare il mare.
Fare il lupo pecoraio. Fingersi ciò che non si è per averne dei vantaggi.
Fare il michelaccio. Fare la vita di michelaccio. Starsene tutto il tempo senza fare niente.
Fare il miracolo di Maometto. Andare a trovare qualcuno che è lontano o non si fa mai vedere.
Fare il nesci. Fingere di ignorare, di non capire, di non sapere.
Fare il paio. Assomigliare, coportarsi nello stesso modo; sommarsi.
Fare il palo. Stare di guardia.
Fare il pappagallo. Molestare le donne per strada.
Fare il pesce in barile. Mostrare indifferenza.
Fregarsene
Fare il verso a qualcuno. Imitarlo.
Fare il volo del calabrone. Fare una brutta fine.
Fare la pacchia. Godersi la vita, vivere senza pensieri.
Essere una vera pacchia.
Fare la barba all'asino. Fare una cosa insensata e inutile.
Pestare l'acqua nel mortaio. Fare la zuppa nel paniere. Fare il lavoro di Sisife. Lisciare la coda al diavolo
Fare la barba e il contropelo a qualcuno. Muovergli una critica puntigliosa e spesso feroce.
Fare la bocca a qualcosa. Abituarsi a qualcosa.
Fare la calza. Dedicarsi esclusivamente ai lavori domestici.
Fare la carità pelosa. Essere caritatevoli per uno scopo, un interesse. Aiuto che si dà in vista soltanto di un proprio utile futuro.
Fare la cena del galletto. Andare a letto senza cenare.
Fare la civetta. Indurre, provocare al corteggiamento.
Mi fa rabbia Piero che fa la civetta con tutti le donne.
Fare la cresta su qualcosa. Maggiorare il prezzo di qualcosa per ricavare un vantaggio.
Fare la faccia lunga. Assumere un'espressione addolorata, offesa.
Fare la figura del baccalà. Fare la figura da scemo.
Fare la figura del coglione. Essere stupido, incapace.
Fare la fine del topo. Rimanere intrappolato in un luogo senza vie d'uscita o in una situazione senza scampo.
Fare la forca a qualcuno. Danneggiarlo soffiandogli un affare o abusando della sua fiducia.
Fare la gattamorta. Nascondere il proprio vero carattere.
Fare la lucciola. Prostituirsi.
Battere il marciapiede.
Fare la maddalena pentita. Mostrarsi umile e pentita.
Fare la manfrina. Insistere in maniera noiosa per ottenere qualcosa. Mandare per le lunghe.

Fare la muffa. Ammuffire, intristire; rimanere inattivo in una situazione di abbandono. Restare in ozio, nell'inerzia.
Fare la nanna. Dormire.
Fare la pelle. Uccidere, ammazzare.
Hanno fatto la pelle a un testimone.
Far secco.
Fare la primadonna. Comportarsi in modo da attirare sempre l'attenzione su di sé, talora anche con bizze e pretese assurde.
Fare la puttana. Usare modi ruffianeschi, comportarsi da ruffiano.
Fare la ronda. Girare intorno a una persona, per controllarla o corteggiarla.
Fare la ruota. Pavoneggiarsi.
Fare la spola. Andare avanti e indietro continuamente da un luogo a un altro.
È tutto il giorno che faccio la s. da un ufficio all'altro.
Fare la zuppa nel paniere. Far cosa inutile, non concludere un bel niente.
Chi vuol far l'altrui mestiere fa la zuppa nel paniere.
Fare l'asino di casa. Sobbarcarsi il lavoro proprio e l'altrui.
Fare l'asino. Fare il cascamorto.
Fare le bizze. Funzionare in modo intermitente (detto di apparecchiature); fare i capricci (detto specialmente di bambini).
Fare le nozze coi fichi secchi. Voler fare grandi cose — come si converrebbe a un avvenimento importante quale una festa nuziale — con mezzi inadeguati. Pretendere di fare qualcosa di grandioso spendendo il meno possibile.
Fare le pulci a qualcuno. Mettere in rilievo anche i minimi errori verificabili nell'operato di una persona.
Fare le scarpe a qualcuno. Fare del male fingendosi amico. Mostrarsi amico a qualcuno e poi danneggiarlo senza che egli se ne avveda per tempo.
Fare l'indiano. Fingere di non capire, di non interessarsi a qualcosa, evidentemente perché la finzione torna comoda. Chiudersi in un atteggiamento falsamente assorto o distratto.
Fare lo gnorri.
Fare lo gnorri. Fingere furbesca indifferenza o ignoranza.
Fare l'indiano.
Fare l'occhietto. Ammiccare.
Fare l'occhiolino.
Fare l'occhio a pesce morto. Guardare languidamente qualcuno.
Fare manfrine. Fare salamelecchi, smancerie, cerimonie.
Fare marchette. Esercitare la prostituzione.
Fare la lucciola.
Fare mercato di qualcosa. Dare valore venale a bene de chi per sé non l'hanno.
Fare mercato di sé. Prostituirsi.
Battere il marciapiede.
Fare orecchi da mercante. Non prestare attenzione, fingere di non sentire ciò che torna comodo. Questa forma di interessata, falsa sordità era generalmente attribuita ai mercanti, nelle affollate e rumorose fiere paesane di un tempo.
Fare padella. Sbagliare il bersaglio.
Fare pari e patta. Pareggiare.
Fare piazza pulita. Sgomberare tutto, spazzare via tutto.
Fare tabula rasa.
Fare più miglia di un lupo a digiuno. Spostatsi in continuazione da una località a un'altra. Compiere viaggi lunghi e faticosi.
Fare più strada di un lupo a digiuno. Viaggiare molto; faticare o lavorare moltissimo.
Fare qualcosa con la testa nel sacco. Farla senza attenzione, alla cieca.
Fare qualcosa contro stomaco. Malvolentieri.
A bocca stretta.
Fare qualcosa ogni morte di papa. Fare una cosa raramente, in casi eccezionali.
Gianni pulisce i vetri ogni morte di papa e perciò sono sempre sporchi...
Fare qualcosa sottobanco. Di nascosto, in barba alla legge o al regolamento.
Fare quaresima. Vivere nelle privazioni.
Fare razza. Riprodursi.
Fare salciccia di qualcuno. Picchiarlo in malo modo, farlo a pezzetti.
Fare sega. Marinare la scuola.
Far forca, bigiare.
Fare tabula rasa. Consumare tutto, far piazza pulita, eliminare tutto.
Fare tredici. Avere un grosso colpo di fortuna.
Fare un buco nell'acqua. Fare un tentativo inutile.
Pestare l'acqua nel mortaio. Fare la zuppa nel paniere. Fare il lavoro di Sisife. Lisciare la coda al diavolo
Fare un contraltare. Fare concorrenza a qualcuno.
Fare un macello. Creare molto disordine o confusione.
I bambini hanno fatto un macello in cucina.

Fare un mercato. Scatenare una gran confusione accompagnata da forte strepito. Far confusione.
Fare un nodo al fazzoletto. Escogitare un sistema per ricordarsi qualcosa; sforzarsi di fissare qualcosa nella memoria.
Fare un pensierino su qualcosa. Desiderare una cosa.
Fare una cosa a pezzi e bocconi. A più riprese e irregolarmente.
Fare una filippica. Fare un discorso violento, scagliarsi in un'inventiva contro qualcuno.
Fare una frittata. Causare un guaio.
Fare una vita da sardanapalo. Vivere nel lusso più sfrenato. Condrurre una vita fastosa e viziosa.
Fare uno scherzo da prete. Fare uno scherzo che non si accetta volentieri, piuttosto pesante.
Fare venire la pelle di cappone. Fare accapponare la pelle, cioè fare rabbrividire per paura, spavento e sim.
Fare, dare lo sgambetto. Soppiantare qualcuno slealmente. Prendere il posto di qualcuno con mezzi sleali e disonesti.
Fare, dare un bidone. Imbrogliare; anche, mancare a un appuntamento, venir meno a un impegno.
Tirare il bidone.
Fare, prendere armi e bagagli. Raccogliere tutte le proprie cose e andarsene.
Farla a qualcuno. Ingannarlo, sorprenderlo.
Farla finita. Mettere un termine. Smetterla.
Fatela finita con questo chiasso!
Farla franca. Riuscire a cavarsela impunemente. Compiere un'azione illecita e riprovevole senza essere sorpresi.
Farla in barba. Fare, ottenere, carpire qualcosa a dispetto di qualcuno, quasi sotto i suoi occhi, davanti alla sua, ovviamente metaforica, barba.
Farla lunga. Continuare a lungo una lamentela, una protesta. Prolungare inutilmente una discussione, lamentarsi ripetutamente per cose passate e sim.
Farne de tutti i colori. Combinarne d'ogni genere, fuorché di quelle buone.
Farne più che Bertoldo. Combinare molti guai.
Farne più di Carlo in Francia.
Farne più di Carlo in Francia. Fare svariate esperienze, combinare guai.
Farne più che Bertoldo.
Farsene un baffo. Non curarsi di qualcuno o qualcosa, non averne considerazione né timore. Infischiarsene, non dare alcuna importanza a quello che gli altri dicono, fanno, pensano.
Di lui e delle sue minacce, me ne faccio un baffo.
Farsi beffe di qualcuno. Beffarsi, prendersi gioco.
Farsi bello con le penne del pavone. Attribuirsi meriti non propri.
Farsi come un peperone. Arrossire.
Farsi i cazzi propri. Fare i fatti propri.
Coltivare il proprio orto.
Farsi gioco. Beffare, prendere in giro.
Prendersi gioco. Farsi beffe di.
Farsi in quattro. Adoperarsi in ogni modo per rendersi utile, darsi da fare.
Si è fatto in quattro per il suo negozio.
Farsi largo. Aprirsi un varco.
Farsi largo tra la folla.
Conquistarsi una posizione superando ostacoli e difficoltà.
Farsi le ossa. Farsi esperienza.
Da giovane si è fatto le ossa come manovale; ora è un muratore abile e richiesto.
Farsi strada. Detto di persona, riuscire ad affermarsi grazie al proprio talento; detto di cosa, fenomeno, idea ecc., emergere, mostrarsi apertamente.
Fare un'ambasciata. Mandare a dire a qualcuno un messaggio.
Farsi una canna. Fumare droga o uno spinello.
Farsi una pera. Nel linguaggio dei drogati, iniezione di droga.
Farsi una ragione. Rassegnarsi.
È difficile farsi una ragione del suo comportamento.
Farsi una sega. Masturbarsi.
Nel linguaggio colloquiale, comunque, il termine masturbarsi è spesso sostituito da espressioni volgari, spesso figurative ed immaginifiche. Al maschile, la più comune è farsi una sega che estende per l'appunto il movimento del braccio quando adopera la sega a quello che produce durante l'atto di autoerotismo. Altri termini sono pugnetta (che il dizionario Zingarelli accosta all'equivalente spagnolo puñeta, e nella sua radice verbale ha quindi implicito il riferimento al pugno usato per compiere l'atto) pipa o regionalmente pippa (la cui parola in alcuni dialetti indica anche il membro virile). Al femminile si usa la parola ditalino (o ditale) con riferimento al dito impiegato dalle donne nella masturbazione. Wikipedia
Farsi un'alzataccia. Alzarsi molto presto, dopo aver dormito poche ore.
Fatto coi piedi. Fatto malissimo.
Ferrare le oche. Fare una cosa impossibile
Cercare di raddrizzare le gambe ai cani.
Ficcare il naso. Intromettersi.
Mettere il becco
Filare, andare liscio come l'olio. Prosseguire bene, essere in uno stato tranquillo.
Filarsela all'inglese. Svignarsela, abbandonare una riunione senza salutare nessuno, talvolta per sottrarsi a una situazione imbarazzante. Allontanarsi da un luogo alla chetichella, senza salutare.
Filarsela. Andare via precipitosamente.
Fregarsene. Mostrare una beffarda indifferenza.
Fare il pesce in barille.
Frigger con l'acqua. Lesinare.
Friggere. Rodersi, fremere, struggersi.
Non rispose alla provocazione, ma dentro di sé friggeva; friggeva di rabbia, dall'impazienza, per l'invidia.


Gabbare San Pietro. Abbandonare l'abito ecclesiastico.
Gettare in pasto alle belve. Esporre qualcuno a un ambiente ostile.
Gettare alle ortiche. Buttar via, abbandonare.
Gettare fumo negli occhi. Illudere, mistificare.
Gettare il guanto. Sfidare, e raccogliere il guanto significa accettare la sfida.
Gettare la polvere negli occhi a qualcuno. Ingannarlo in modo subdolo.
Gettare via il bambino [insieme] con l'acqua sporca. Gettare via ciò che vale insieme a ciò che va eliminato.
Giocare a palline. Comportarsi in modo inconcludente, perdere tempo.
Giocare come il gatto col topo. Divertirsi a stuzzicare un avversario più debole. Infierire crudelmente su un debole. Tormentare una persona.
Giocare con il morto. Agire in una circostanza pur mancando una persona o cosa necessaria.
Girare i coglioni. Prendere l'irritazione, il nerviosismo, la rabbia.
Quel giorno gli giravano davvero i coglioni!
Girare le palle. Prendere l'irritazione, il nervosismo, la rabbia.
Quel giorno gli giravano davvero le palle.
Godersela. Divertirsi.
Spassarsela
Grattar la pancia alla cicala. Indurre uno a parlare per conoscerne il pensiero o le intenzioni.
Grattar la pancia alla cicala. Stuzzicare qualcuno per indurlo a parlare di un determinato argomento oggetto di particolare curiosità.
Dar corda a uno. Tirar su le calze a uno.
Gridare ai quattro venti. Rendere di pubblico dominio, divulgare.
Gridare al lupo. Lanciare un finto allarme.
Guardare [di] brutto. Guardare male, con ostilità.
Guardare in cagnesco.
Guardare con la coda nell'occhio. Guardare di nascosto o di sbieco, senza farsi notare.
Guardare dall'alto in basso. Guardare con alterigia.
Guardare di sbieco. Guardare con malanimo, con diffidenza.
Guardare in cagnesco. Guardare in modo torvo, di traverso, con rabbia, con ostilità.
Guardare la pagliuzza nell'occhio altrui. Vedere solo i difetti altrui e non i propri.
Guardare le mosche che volano. Stare in ozio assoluto guardando per aria.
Stare a grattarsi i coglioni, non muovere foglia
Guardare sott'occhio. Guardare di sottecchi


Imbrogliare la matassa. Complicare una faccenda, un intrigo.
Inciampare in un filo d'erba. Non saper affrontare la più piccola difficoltà.
Indorare la pillola. Rendere meno amara una cosa o una notizia sgradevole. Attenuare un dispiacere con parole opportune; edulcorare.
Infiascare la nebbia. Fare cose vane. Pestare l'acqua nel mortaio. Fare la zuppa nel paniere. Fare il lavoro di Sisife. Lisciare la coda al diavolo. Zappare all'acqua. Seminare al vento. Cercare di raddrizzare le gambe ai cani. Portare coccodrilli in Egitto. Scoppare il mare. Portare coccodrilli in Egitto.
Infilar le pentole. Essere squattrinato.
Essere al verde. Essere in bolletta. Essere povero in canna.
Inghiottire la pillola. Assoggettarsi a qualcosa di sgradevole.
Ingoiare il rospo.
Ingoiare il rospo. Dover accettare qualcosa di sgradevole. Accettare controvoglia un fatto spiacevole.
Ingoiare le lacrime. Trattenersi dal piangere.
Insegnare ai gatti a rampicare. Pretendere di insegnare qualcosa a chi la sa benissimo.
Dar da bere alle rane.
Invitare a nozze. Esortare qualcuno a fare una cosa per lui molto piacevole o congeniale.

Invitare la lepre a correre. Creare una situazione ottimale desiderata.



Lasciare, mettere la paglia vicino al fuoco. Creare ad arte una situazione pericolosa.
Lasciarci le penne, rimetterci le penne. Subire un grave danno; morire.
Lasciare cuocere, bollire qualcuno nel suo brodo. Permettergli di fare come meglio crede. Lasciarlo fare a modo suo. Non curarsene.

Lasciare la bocca amara. Deludere, lasciare insoddisfatto.
Lasciare la stecca. Passare ad altri un incarico sgradito, un impegno o lavoro faticoso. Affidare a qualcun altro un compito o un servizio spiacevole.
Lasciare le briglie sul collo. Concedere la massima libertà.
Lasciare, piantare in asso. Abbandonare uno nel momento più difficile, sul più bello o quando meno se l'aspetta.
Piantar baracca e burattini.
Lavare la testa all'asino. Compiere un gesto inutile. "A lavare la testa all'asino si perde il ranno e il sapone"; cioè, è inutile, ragionare, discutere, con chi è ignorante e cocciuto.
Lavare la testa a qualcuno. Rimproverarlo severamente.
Lavarsi come un gatto. Lavarsi poco e male.
Lavorare sott'acqua. Agire astutamente, di nascosto.
Leccare il culo a qualcuno. Essere sfacciatamente adulatore.
Leccarsi i baffi. Provare piacere assaporando un cibo gustoso.
Legare la vigna con le salsicce. Vivere nell'abbondanza.
Legare l'asino dove vuole il padrone. Assecondare il volere dei potenti per non avere guai. Obbedire senza obiezioni. Obbedire docilmente, per quieto vivere, a chi comanda.

Legarsela al dito. Serbare rancore per un'offesa subita, ripromettendosi di vendicarla.
Levar chiodi. Pagar debiti.
Levar la pelle a qualcuno a qualcuno. Avvilirlo, mortificarlo duramente.
Levare le tende. Andarsene da un luogo.
Levarsi dai coglioni. Essere scacciato, andarsene.
Levate dai coglioni! Mi hai proprio seccato con i tuoi discorsi.
Levarsi dalle palle (qualcuno o qualcosa). Liberarsene, sbarazzarsene.
Levarsi il boccone di bocca. Privarsi del necessario per aiutare qualcuno.
Lì per lì. In un primo momento.
Lì per lì me la sono presa, ma poi mi è passata.
Lisciare il pelo a qualcuno. Adularlo; anche con valore ironico picchiarlo, bastonarlo.
Lisciare la coda al diavolo. Fare una cosa stupida e inutile.
Pestare l'acqua nel mortaio.
Lodare la polenta e mangiare i tordi. Lodare un comportamento che non si è disposti a seguire.


Mandare a carte quarantotto. Mandare in aria un affare; scombinare progetti, piani, che erano già concordati.
Mancare i coglioni. Non avere coraggio, non avere una personalità abbastanza forte.
Mandare a farsi benedire. Mandare via; mandare in malora.
Mandare a monte. Far fallire. Impedire la realizzazione.
Mandare a monte un piano, un'iniziativa.
Mandare a puttane. Mandare all'aria.
Mandare a puttane. Mandare a monte. Mandare all'aria.
Mandare a quel paese. Mandare via in malo modo qualcuno; toglierselo di torno sbrigativamente.
Mandare all'aria. Mandare a monte. Mandare a puttane.
Mandare in/o solluchero. Procurare un grande godimento, lunsingare.
Mandare qualcuno a farsi benedire. Mandare via un importuno senza dargli retta.
Mangiar pane a tradimento. Sfruttare.
Mangiar questa minestra o saltar questa finestra. Essere costretti a scegliere tra due alternative, entrambe negative.
Mangiare alle spalle di qualcuno. Farsi mantenere.
Mangiare come un maiale. Mangiare eccessivamente.
Mangiare in bianco. Mangiare cibi privi di sale o intingoli e con poco condimento.
Mangiare la foglia. Capire la situazione. Capire il senso riposto di un discorso, avvedersi che le cose non stanno come sembrava. Rendersi conto di una truffa, di un raggiro, di un tranello. intuire le intenzioni subdole di qualcuno.

Mangiare l'agnello in corpo alla pecora. Anticipare i tempi.
Mangiarsi il grano/fieno in erba. Spendere il denaro ancora prima di averlo. Consumare un bene, una ricchezza prima che dia i suoi frutti, dimostrando così scarsa oculatezza.
Vendere la pelle dell'orso prima che sia morto.
Mangiarsi qualcuno in un boccone. Annientarlo con la propria superiorità di forze o di merito.
Marinare la scuola. Saltare la scuola di nascosto dei genitori, senza autorizzazione.
Fare sega.
Menare il can per l'aia. Portare le cose per le lunghe, indugiare in modo da non concludere nulla o lasciare le cose come stanno. Rimandare continuamente una conclusione o una decisione.
Menare per il naso. Indurre uno a fare quello che si vuole con continui raggiri, senza che egli se ne renda conto. Ingannare, imbrogliare.
Mescolare ebrei e samaritani. Mettere insieme cose o persone contrastanti tra loro.
Metter troppa carne al fuoco. impegnarsi in un numero eccessivo di attività.
Mettercela tutta. Impegnarsi molto, impegnarsi a fondo.
Fare a gara.
Mettere a repentaglio. Mettere in pericolo.
Mettere a repentaglio la vita, la propria riputazione.
Mettere al fresco. Mettere in prigione.
Mettere al muro. Fucilare.
Mettere alla berlina. Mettere in ridicolo, beffare in modo umiliante.
Mettere alla sbarra. 1. Mettere qualcuno in tribunale, per essere processato. 2. fig. Sottoporre a giudizio, a critica.
Letterato messo alla sbarra da critici malevoli.
Mettere all'uscio. Mandare via in malo modo, scacciare.
Mettere i bastoni tra le ruote. Ostacolare.
Mettere i piedi sul collo. Essere despotici con qualcuno, vessarlo.
Mettere i puntini sulle i. Mettere bene in chiaro una questione, parlare senza riguardi.
Precisare, definire con scrupolo ed esattezza.
Mettere i/dei paletti. Fissare limiti invalicabili, spec. in trattative, rapporti ecc.
Mettere il bavaglio. Impedire di parlare, soffocare, far tacere.
Mettere la museruola.

Mettere il becco. Intromettersi (specialmente, a sproposito). Intromettersi senza essere stati interpellati.
Ficcare il naso
Mettere il carro innanzi/davanti ai buoi. Fare una cosa prima del tempo; in particolare: farla prima di ciò che logicamente dovrebbe precedere. Anteporre contro la logica e il buon senso, una cosa a un'altra. Agire prematuramente.
Mettere il lupo nell'ovile. Non riconoscere un nemico; essere terribilmente ingenui, fiduciosi o stupidi.
Porre qualcuno in una situazione di cui può indiscriminatamente abusare a proprio vantaggio.
Mettere in piazza. Far sapere a tutti, sbandierare.
Mettere la museruola. Far tacere. impedire a qualcuno di dire liberamente ciò che pensa, ridurne la libertà d'azione.
Mettere il bavaglio.
Mettere lo zampino. Immischiarsi, intromettersi, intrufolarsi, più o meno subdolamente, in una faccenda per trarne vantaggio.
Mettere nel sacco. Ingannare, battere, imbrogliare qualcuno. > Menare per il naso
Mettere su. Allestire, impiantare: mettere su uno spettacolo, una casa. | Istigare, sobillare: lo hanno messo su contro la famiglia.
Mettere tutti nello stesso mazzo. Considerare tutti alla stessa stregua, senza fare distinzioni
Mettere una zeppa. Trovare un rimedio provvisorio e improvvisato.
Il guaio è fatto, vediamo se ci si può mettere qualche zeppa.
Mettersi in pompa magna. Vestirsi bene, sfoggiare un certo tipo di abbigliamento.
Mettersi la via tra le gambe. Incamminarsi, partire.
Mettersi le mani nei capelli. Disperarsi.
Mettersi qualcuno sotto le scarpe. Trattarlo con disprezzo.
Molto fumo e poco arrosto. Molta apparenza e poca sostanza.
Montare, saltare il grillo. Venire il capriccio, lo sfizio.
Mordersi le labbra. Costringersi a tacere.
Mordersi, mangiarsi le mani. Sfogare la propria rabbia.
Mostrare la luna nel pozzo. Far credere cose impossibili.
Mostrare le zanne. Assumere un'espressione minacciosa, aggressiva.
Muovere una pedina. Allontanare in malo modo.
Murare a secco. Mangiare senza bere.
Mutar, voltar casacca. Cambiare, per convenienza, opinioni e comportamento.


Nascere con gli occhi aperti. Avere un'intelligenza pronta, sveglia. Essere scaltro.
Nascere con la camicia. Avere la fortuna costantemente favorevole.
Avere un santo della propria.
Nascondersi dietro di un dito. Attaccarsi al minimo cavillo; negare l'evidenza.
Nelle botti piccine ci sta il vino buono. Proverbio usato per lodare o consolare le persone di piccola statura che provano un senso d'inferiorità nei confronti di chi è più dotato fisicamente.
Non andare giù a qualcuno. Non essere gradito a qualcuno.
Non aver né capo né coda. Cosa priva di logica, sconclusionata.
A pera.
Non aver peli sulla lingua. Esprimersi con franchezza anche a costo di esser giudicato polemico e scortese.
Non azzeccarne mai una. Non far mai la cosa giusta.
Non batter chiodo. Rimanere inattivo e senza guadagno.
Tenersi le mani a cintola, guardare le mosche che volano. Non muover foglia.
Non capire un cavolo (o un accidente). Non capire nulla.
Non cavar un ragno dal buco. Non ottenere nulla nonostante gli sforzi. Non concludere nulla.
Non chiudere occhio. Non riuscire a dormire.
Non dare un Cristo a baciare. Essere avari e meschini.
Non distinguere i bufali dalle oche. Non vederci bene e, metaforicamente, non capire bene le cose, non saper discernere per mancanza di intelligenza; essere ignoranti o inesperti.

Non essere erba del proprio orto. Essere una cosa copiata.
Non essere farina del proprio sacco. Non essere lavoro proprio.
Non essere né carne né pesce. Indica uno stato di incertezza, di ambiguità.
Non essere uno stinco di santo. Lasciare molti dubbi sulla propria rettitudine e le proprie virtù.
Non muover foglia. Non far niente.
Tenersi le mani a cintola, guardare le mosche che volano- Non batter chiodo.
Non poter cavare sangue delle rape. Non poter pretendere da qualcuno risultati superiori alle sue possibilità.
Non saper cavare un grillo da un buco. Non essere capace di fare niente.
Non saper cavare un ragno da un buco. Non concludere nulla.
Non saper tenere un cece in bocca. Non saper mantenere il minimo segreto.
Non sapere che pesci pigliare. Non sapere come comportarsi.
Non sapere neppure d'acqua calda. Non avere nessun sapore, essere una persona insignificante.
Non sentire, ascoltare ragioni. Non lasciarsi persuadere.
Non stare più nella pelle. Provare gioia o impazienza tanto intense da non riuscire a contenerle e da essere costretto a manifestarle.
Non svegliare il can che dorme. Non stuzzicare chi può rivelarsi pericoloso.
Non torcere [nemmeno] un capello (o pelo) a nessuno. Non fargli nulla di male. astenersi da qualsiasi forma o tentativo di violenza.

Non tornare i conti. Non andare nella situazione prevista, essere una direzione diversa da quella che si supponeva.
Non valere (o capire) una sega. Niente, nulla.
Non capire un'acca. Non valere una cicca.
Non valere una penna. Non valere niente.
Non veder l'ora. Desiderare molto qualcosa.
Non vedo l'ora di riabbracciare Gianna.
Non voler essere nella pelle di uno. Non volere essere nella situazione di uno.
Nuotare nel miele. Vivere in uno stato di beatitudine.
Nuotare nell'abbondanza. Essere fornito di tutto.
Nuotare nell'oro. Essere assai ricco.


Pagare, fare alla romana. Suddividere un conto comune in parti uguali; anche, pagare ognuno la propria parte.
Pagare, scontare il fio. Pagare la pena di una cattiva azione.
Parlar di corda in casa dell'impiccato. Parlare a uno di cose che gli rinnovano la vergogna o il risentimento, con ciò mostrando grave indelicatezza e mancanza di tatto.
Parlar male di Garibaldi. Parlar male di cose giudicate intoccabili e indiscutibili.
Parlare a quattr'occhi. Parlare privatamente.
Parlare al vento. Parlare vanamente, senza essere ascoltati.

Parlare chiaro e tondo. Parlare apertamente.
Parlare ostrogoto. Parlare una lingua o un dialetto incomprensibile e di suono sgradevole (quanto all'incomprensibilità, vale parlare greco, turco, arabo), o anche parlare in modo sgrammaticato.
Parlarsi addosso. Parlare tanto per il puro piacere di ascoltarsi.
Partire in quarta. Andarsene improvvisamente; affrontare immediatamente, con la massima energia e prontezza, un lavoro o un problema.
Partire per i monti della luna. Intraprendere un viaggio molto lungo verso un luogo favoloso ma molto difficile da raggiungere.
Passar sopra a qualcosa. Non tenerne conto.
Passare come una meteora. Passare molto velocemente (detto di persona, fama, moda, ecc.)
Passare dalle stelle alle stalle. Passare da una condizione agiata, da un livello superiore ad un livello misero.
Passare dall'osanna al crucifige. Cadere bruscamente da una condizione di ricchezza, di prestigio, alla miseria, all'essere oggetto di disprezzo e di condanna.
Passare in cavalleria. Si dice, scherzosamente, di cosa prestata e non avuta in restituzione, o che si ha motivo di supporre sia stata fatta abilmente scomparire.
Passare sotto le forche caudine. Subire una grave umiliazione, non avendo alternative.
Passarne de tutti i colori. Subire tante traversie.
Patire il supplizio di Tantalo. Avere davanti qualcosa che si desidera fortemente e non poterla raggiungere.
Pelare l'orso. Avere un'impresa difficile.
Perdere il pelo ma non il vizio. Non credere in un reale cambiamento.
Perdere il ranno e il sapone. Impegnarsi in qualcosa senza ottenere risultati. Perdere tempo e fatica.
Perdere la faccia. Fare una brutta figura, screditarsi.
Perdere la tramontana. Perder l'orientamento, la pazienza.
Perdere la bussola. Perdere le staffe.
Perdere l'autobus. Perdere un'occasione molto favorevole, per lentezza o faciloneria.
Perdere le staffe. Perdere la pazienza.
Perdere la tramontana. Uscire dai gangheri.
Pescare nel torbido. Approfittare dello scompiglio e della confusione (o crearli a bella posta) per ottenere disonestamente dei vantaggi.
Pescare qualcuno con le mani nel sacco. Coglierlo mentre compie qualcosa di male.
Pestare i piedi a qualcuno. Dargli fastidio, essere il suo rivale o concorrente.
Essere tra i piedi.
Pestare la coda a qualcuno. Fargli uno sgarbo, una soperchieria.
Pestare l'acqua nel mortaio. Fare una cosa inutile. Compiere uno sforzo inutile. -> Acchiappare farfalle. Fare la zuppa nel paniere. Fare il lavoro di Sisife. Lisciare la coda al diavolo. Zappare all'acqua. Seminare al vento. Cercare di raddrizzare le gambe ai cani. Portare coccodrilli in Egitto. Scopare il mare. Portare acqua al mare.

Piangere lacrime di coccodrillo. Pentirsi troppo tardi.
Piangersi addosso. Compiangersi e autocommiserarsi in modo esagerato, presentandosi sempre come vittima.
Piantar baracca e burattini. Lasciare improvvisamente un'impresa e coloro che in quella ci erano compagni; cessare in tronco un'attività.
Lasciare, piantare in asso.
Piantar carotte. Raccontare bugie.
Raccontare frottole.

Piantare chiodi. Fare debiti.
Piantare in asso. Abbandonare (qualcuno) improvvisamente, bruscamente in una situazione difficile.
Piantare le tende. Restare a lungo presso qualcuno abusando della sua ospitalità.
Picchia e repicchia. A forza di insistere.
Alla fine, picchia e repicchia, ha convinto suo padre a comprargli la macchina.
Piegare il collo. Fare atto di sottomissione.
Pigliare di mira qualcuno. Centrare l'atenzione su...
Piovere sul bagnato. Sommarsi di avversità in una situazione già critica.
Pisciarci sopra. Disprezzare qualcosa.
Pisciarsi (o cacarsi) addosso (o sotto). Avere molta paura.
Avere, mettere addosso una fifa blu
Porgere l'orecchio. Dare ascolto.
Portare acqua al mare. Fare una cosa inutile. -> Pestare l'acqua nel mortaio. Fare la zuppa nel paniere. Fare il lavoro di Sisife. Lisciare la coda al diavolo. Zappare all'acqua. Seminare al vento. Cercare di raddrizzare le gambe ai cani. Portare coccodrilli in Egitto. Scoppare il mare. Infiascare la nebbia. Portare basi a Samo.
Portare coccodrilli in Egitto. Fare una cosa inutile. -> Pestare l'acqua nel mortaio. Fare la zuppa nel paniere. Fare il lavoro di Sisife. Lisciare la coda al diavolo. Zappare all'acqua. Seminare al vento. Cercare di raddrizzare le gambe ai cani. Scoppare il mare. Portare acqua al mare. Infiascare la nebbia. Portare basi a Samo.

Portare vasi a Samo. Fare cosa una inutile e superflua. -> Pestare l'acqua nel mortaio. Fare la zuppa nel paniere. Fare il lavoro di Sisife. Lisciare la coda al diavolo. Zappare all'acqua. Seminare al vento. Cercare di raddrizzare le gambe ai cani. Portare coccodrilli in Egitto. Scoppare il mare. Infiascare la nebbia. Portare acqua al mare.
Predicare bene e razzolare male. Asserire una cosa buona e comportarsi in maniera diversa, cattiva.
Prendere all'amo. Raggirare, imbrogliare, ingannare.
Prendere delle grane. Avere un fastidio. una seccatura.
Prendere due piccioni con una fava. Ottenere due vantaggi con una sola spesa o un solo lavoro, come chi con una sola esca catturi due prede.
Prendere il coltello per la lama. Agire in modo che risulta dannoso per se stessi. Provocare il proprio danno.
Prendere in castagna. Cogliere qualcuno in fallo, in errore.
Prendere in giro. Canzonare qualcuno, raggirarlo.
Prendere la fortuna per i capelli. Non lasciarsi sfuggire l'occasione buona, coglierla subito.
Prendere l'anguilla per la coda. Risolvere all'ultimo momento un problema assai difficile, riuscendo a ottenere abilmente un risultato insperato.
Risolvere una questione all'ultimo momento.
Prendere lucciole per lanterne. Fraintendere qualcuno o qualcosa. Confondere una cosa con un'altra.
Prendere nella rete. Ingannare qualcuno.
Prendere per i fondelli. Prendere in giro.
Prendere per il bavero. Aggredire. Prendere in giro qualcuno.
Prendere per il verso del pelo. Lusingare con servilismo.
Prendere per le mele. Prendere in giro.
Prendere per oro colato. Credere a tutto con la massima ingenuità.
Prendere qualcuno per il collo. Imporre condizioni gravose, sfavorevoli.
Prendere soldi a babbo morto. Incassare un credito con molto ritardo o, più specificamente, senza che vi sia una scadenza preindicata.
Prendere sotto gamba. Prendere alla leggera, senza dare importanza.
Prendere un granchio. Equivocare, sbagliarsi di grosso. Fare un errore madornale, grossolano.
Cadere in (o prendere) un abbaglio.
Prendere una gatta da pelare. Avere un problema di difficile soluzione.
Prendere una papera. Sbagliarsi nella pronuncia. Una papera è un vistoso errore materiale commesso involontariamente, soprattutto nel parlare o nello scrivere, spesso consistente in un buffo scambio di parole o di sillabe.
Prendere una sbandata (o una cotta). Innamoramento improvviso e violento.
Ha preso una bella sbandata per quella ragazza.
Prendere (o cogliere) in contropiede. Con una rapida azione prendere alla sprovvista l'avversario che si trova impegnato altrove e non se l'aspetta.
Prendere (o cogliere) la palla al balzo. Cogliere con abilità l'occasione nel momento in cui si presenta. Sfruttare abilmente l’occasione favorevole.

Prendere (o pigliare) per il culo. Prendere in giro.
Prendere, pigliare per il bavero.
Prendere (o trattare) a pesce in faccia. Maltrattare qualcuno, bistrattarlo.
Prendersela con qualcuno. Sfogare su di lui la propria ira.
Gli attori se la prendevano con lui perché non avevano il coraggio di venire a lamentarsi a me.
Prendersela. Preoccuparsi, risentirsi.
Non te la prendere.
Prendersi il boccone. Lasciarsi abbindolare.
Prendersi una sbornia. Avere una grossa ubriacatura, sbronza.
Si è preso una bella sbornia.
Prendersi una gatta da/a pelare. Mettersi in un'impresa piena di complicazioni, di difficoltà, di problemi.
Mi è capitata una bella, una brutta gatta da pelare.
Prendersi uno spaghetto. Spaventarsi, provare un momento di fortissima paura.
La strada era deserta e pioveva a dirotto, a un tratto ho visto un’ombra che si avvicinava verso di me; non vi dico che spaghetto mi son preso!
Promettere mare e monti. Fare grandi promesse. Promettere moltissimo.


Raccogliere le vele. Arrivare alla conclusione di un discorso o di un'operazione.
Raccontare frottole (o palle). Raccontare bugie, fandonie.
Piantar carotte.
Raddrizzare le gambe ai cani. Darsi da fare intorno a una cosa impossibile, inutile, o pretendere di mutare ciò che non può cambiare.
Lavare la testa all'asino.
Raddrizzare le ossa a qualcuno. Riempirlo di botte.
Raggiungere il bersaglio. Centrare i propri obiettivi.
Reggere il moccolo. Assistere a, favorire una relazione amorosa.
Reggere l'anima con i denti. Essere gravemente ammalato o stremato dalla fatica.
Reggere le fila di qualcosa. Organizzare di nascosto, governare dall'alto qualcosa, complottare.
Reggere, portare, tenere il moccolo/la candela. Favorire gli incontri di due innamorati o, anche, essere presente nel momento in cui si manifestano il loro amore. Assistere alle effusioni amorose di innamorati.
Reggersi sulle stampelle. Essere in condizioni di grave instabilità.
Rendere pan per focaccia. Ricambiare con eguale o maggiore asprezza una offesa, un torto o un danno ricevuti.
Gianni ha reso pan per focaccia al suo rivale.
Rendersi uccel di bosco. Rendersi irreperibile per sfuggire al danno o al pericolo.
Restare a becco asciutto. Non poter avere ciò che si desidera.
Restare a mani vuote. Subire una delusione.
Restare di sale. Lo stesso che restare di sasso, di stucco, di princisbecco; restare come un allocco, come un salame e altre espressioni talvolta volgari: provare una tale sorpresa da rimanere sbalorditi, addirittura senza parola, come impietriti.
Restare lì come un merluzzo. Rimanere imbambolato e impacciato.
Ricevere una fregatura. Essere truffato.
Rifarsi gli occhi. Tornare a vedere qualcosa di bello.
Rifarsi la bocca. Trovare un compenso a qualcosa di spiacevole. Mangiare o bere qualcosa di buono, spec. per togliere un cattivo sapore di bocca.
Rifarsi una verginità. Riconquistare la stima, la credibilità, la buona reputazione perdute. Recuperare una stima o un credito perduti o gravemente compromessi. Cercar di riacquistare la buona reputazione perduta, facendo in modo da allontanare da sé dubbi, sospetti, accuse.
Dopo lo scandalo, il ministro riuscì a rifarsi una verginità politica.

Rigare diritto/dritto. Fare il proprio dovere. Filare diritto, comportarsi bene, in modo irreprensibile, spec. in espressioni di minaccioso o risentito avvertimento.
Bada di regare diritto!; lo farò regare io quel fannullone!
Rigirare, rivoltare la frittata. Discolparsi con menzogne, presentare una situazione sotto un aspetto diverso da ciò che è in realtà. Cambiare la realtà di un fatto a proprio vantaggio.
Rimandare, mandare alle calende greche. Rimandare a una data che non verrà mai (anche "all'anno mai" o "al giorno mai").
Rimanere a galla. Riuscire a salvarsi in situazioni difficili.
Rimanere con un pugno di mosche. Essere deluso.
Rimanere di merda. Rimanere vivamente stupito, attonito.
Rimanere in sella. Conservare la propria autorità.
Rimanere senza il becco di un quattrino. Restare senza neppure un soldo.
Essere al verde.
Rimanere sulla breccia. Restare combattivo, sempre teso nel compimento di qualche azione.
Rimangiarsi la parola. Cambiare idea, non rispettare le promesse fatte.
Rimboccarsi le maniche. Accingersi ad un lavoro, adattarsi ad una cosa non gradita.
C'è da riparare anche la macchina? Beh, rimbocchiamoci le maniche.
Rimetterci anche la suola delle scarpe. Subire un grave danno economico.
Rimetterci (o lasciarci) le penne. Morire. Andare in rovina.
Rimetterci l'osso del collo. Subire una perdita, un danno così grave da poter essere paragonato alla perdita della vita.
Rimetterci (o lasciarci) la buccia. Morire.
Rimettersi in palla. Riacquistare la salute.
Rimettersi in sella. Riconquistare l'autorità, il ruolo, la condizione primitiva.
Rimettersi in sesto. Riacquistare una situazione normale, specialmente dal punto di vista economico o della salute.
Ripetere la stessa solfa. Insistere su espressioni o comportamenti irritanti, ripetere le stesse cose.
Rispondere per le rime. Rispondere senza ammettere nulla dell'accusa, "rendendo la pariglia", adducendo altrettante e più valide ragioni.
Ritirarsi sull'Aventino. Appartarsi, ritirarsi sdegnosamente in segno di protesta morale.
Chiudersi in una torre d'avorio.
Ritornare nel binario della legalità. Ritornare a comportarsi in modo corretto.
Riveder le bucce a qualcuno. Esaminarne scrupolosamente e severamente l'operato o il lavoro fatto.
Rivedersi a Filippi. Rimandare una questione al giorno della resa dei conti. Al futuro assume tono ironico o minaccioso per ricordare che verrà il giorno della prova.
Rizzare le orecchie. Ascoltare attentamente qualcosa di cui ci si è accorti che veniva detta.
Rompere i coglioni. Disturbare pesantemente, infastidire, far arrabbiare, tormentare.
Far girare i coglioni.
Mi stai rompendo i coglioni ed io devo lavorare. Via!
Rompere l'anima, gli stivali, le tasche, gli zebedei. Seccare, infastidire, disturbare.
Rompere le uova nel paniere a qualcuno. Compromettere o fare fallire i suoi progetti. Mandare all’aria i suoi piani, i suoi disegni.
Rompere, troncare gli indugi. Prendre l'iniziativa, agire.
Rompersi i coglioni. Annoiarsi, seccarsi.


Saltare il fosso. Prendre una decisione necessaria.
Saltare il grillo. Venire la voglia di qualcosa.
Saltare la mosca al naso. Irritarsi.
Salvar capra e cavoli. Destreggiarsi in modo da evitare due pericoli, sfuggire uno dei quali comporterebbe logicamente di non poter sottrarsi all'altro.
Salvare la faccia. Salvare le apparenze, la reputazione.
Salvarsi in corner. Salvarsi all'ultimo momento, usando l'ultimo mezzo disponibile. Riuscire a evitare il peggio all'ultimo momento o ricorrendo a un diversivo.
Cavarsela per il rotto della cuffia.
Salvarsi la pelle. Mettersi in salvo.
Sapere di muffa. Dare l'impressione di vecchio.
Sapere dove il diavolo tiene la coda. Conoscere ogni sorta di inganno.
Sapere il proprio fatto (o il fatto suo). Conoscere bene ciò di cui si parla o quanto si fa
Saperla lunga. Essere molto bene informato; essere molto furbom abile, scaltro. > Essere un un furbo di tre cotte. Saperne una più del diavolo.

Saperne una più del diavolo. Essere furbissimo.
Essere un furbo di tre cotte. Saperla lunga.
Sbarcarla, sbarcarsela. Superare un pericolo, un'avversità.
È una malattia grave, ma potrebbe anche sbarcarla; se la sbarcano alla meglio.
cavarsela.
Sbattersene. Disinteressarsene.
Ha una grande personalità, coraggio da vendere e se ne sbatte altamente delle critiche...
Sbrigarsela. Liberarsi, disimpegnarsi in fretta di qualcosa.
Con questo cliente me la sbrigo io.
Sbrogliarsela.
Sbrogliare, dipanare la matassa. Chiarire una faccenda, un intrigo; mettere ordine in una situazione complicata.
Sbrogliarsela. Cavarsi d'impiccio.
sbrigarsela.
Sbucciarsela. Riuscire a cavarsela, scansare una noia. Sottrarsi a una fatica, riuscire a evitarla.
Scagliare la prima pietra. Dare il primo colpo, quasi assumendo tutta la responsabilità, contro una persona o un'istituzione.
Scaldare il banco, i banchi. Seguire le lezioni senza alcun profitto. Studiare poco o nulla.
Scamparla. Uscire incolume, per fortuna. Salvarsi da un grave pericolo, uscire incolumi da una situazione rischiosa.
Cavarsela, sfangarla.
L'hai scampata bella!
Sciogliere la bocca al sacco. Rivelare segreti, confidenze e simili.
Sciogliersi come la neve al sole. Sparire senza lasciare traccia, disssolversi (detto specialmente di patrimoni consumati, progetti non realizzati e simili).
Scontarla. Subire le dure conseguenze di un'azione.
Un giorno la sconterai.
Scopare il mare. Fare una cosa inutile. > Pestare l'acqua nel mortaio. Fare la zuppa nel paniere. Fare il lavoro di Sisife. Lisciare la coda al diavolo. Zappare all'acqua. Seminare al vento. Cercare di raddrizzare le gambe ai cani. Portare coccodrilli in Egitto. Portare acqua al mare.
Scoprire gli altarini. Rivelare le marachelle proprie o altrui (di rado le birbonate) che si vorrebbero tenere nascoste come uno scheletro nell'armadio.
Scoprire l'acqua calda. Dire, fare qualcosa di ovvio, di banale.
Scoprire l'America. Si dice ironicamente all'indirizzo di chi fa osservazioni, avanza proposte e suggerimenti del tutto banali, che soltanto a lui sembrano geniali.
Scoprire le batterie. Rivelare ad altri le proprie intenzioni, i propri progetti.
Seguire, essere, stare a ruota. Stare a brevissima distanza da chi precede o arriva primo; essere preceduto di stretta misura nel conseguire un risultato.
Sembrare un ragno. Si dice di persona con le gambe lunghe e magre.
Seminare al vento. Fare una cosa inutile. > Pestare l'acqua nel mortaio. Fare la zuppa nel paniere. Fare il lavoro di Sisife. Lisciare la coda al diavolo. Zappare all'acqua. Cercare di raddrizzare le gambe ai cani. Portare coccodrilli in Egitto. Portare acqua al mare.
Sentir nascere la gramigna. Avere un udito molto fine.
Sentir nascere l'erba. Essere eccessivamente attento ai particolari.
Sentir tutt'e due le campane. Udire le due versioni di un fatto o le opinioni contrapposte di due persone.
Sentirsela. Avere la forza, il coraggio di fare qualcosa.
Non me la sento di dargli questa notizia.
Sentirsi fischiare le orecchie. Avere la sensazione che altri stia parlando di noi.
Sentirsi ribollire il sangue nelle vene. Essere in preda a grande collera, rabbia o altra forte passione.
Senz'altro. Certo, sicuramente.
Mi aiuterai? Senz'altro!
Servir la messa a qualcuno. Influenzare intenzionalmente qualcuno.
Servire di barba e capelli. Conciare uno per le feste, dargli il fatto suo, "sistemarlo" come merita, in senso concreto o figurato.
Sfangarsela. Cavarsela, sottrarsi a un pericolo, a una difficoltà.
Ha rischiato molto, ma l'ha sfangata!
Slegare la bocca del sacco. Confessare.
Smaltire la sbornia. Lasciare che passi una grossa ubriacatura, sbronza.
Snodare la lingua. Incominciare a parlare in modo prolungato e spedito.
Appena se n’è andata la moglie ha snodato la lingua.
Indurre qualcuno a parlare, spec. con la forza.
Non vuole dire la verità, ma io so come snodargli la lingua.

Soffiare sul/nel fuoco. Rafforzare ire e rancori. Fomentare passioni o contrasti.
Spaccare il centesimo in due. Essere eccessivamente parsimonioso o avaro.
Essere (o tenersi) stretto. Essere una pigna verde. Essere uno scozzese
Spaccare un capello in quattro. Fare un'analisi sottile. Mostrare abilità eccezionale nel discutere.
Spandere merda. Vantarsi in modo eccessivo di qualcosa, avere un atteggiamento spocchioso.
Sparare a zero su qualcuno. Attaccarlo con grande violenza, dicendone tutto il male possibile, lanciandogli addosso ogni genere di accuse.
Spassarsela. Passare il tempo allegramente, dandosi alla bella vita.
Spezzare una lancia a favore. Parlare, agire in difesa, in favore di uno, aiutarlo.
Spianare la strada a qualcuno. Agevolargli un compito togliendone gli ostacoli.
Spuntarla. Averla vinta, ottenere ciò che si desidera.
Dopo tanta fatica, l'ha spuntata!
Sputare il rospo. Dire una verità spiacevole a lungo taciuta. Parlare di qualcosa di sgradevole.
Stare a galla. Galleggiare.
Stare a grattarsi i coglioni. Stare in ozio.
Guardare le mosche che volano
Stare alla finestra. Osservare ciò che capita senza intervenire. Non impegnarsi; stare a vedere.
Stare attaccato alle sotane della mamma. Non essere emancipato della tutela materna.
Stare con i frati a zappare l'orto. Accettare, eseguire le decisioni d'altri. Rimettersi alla decisione degli altri componenti di una compagnia.

Stare con le antenne ritte/tese. Stare in attento ascolto per cogliere con prontezza il senso degli eventi.
Stare con le mani in grembo/mano. Stare inattivo, non avere iniziativa.
Stare in cagnesco a, con qualcuno. Essere arrabbiato con qualcuno.
Stare sui coglioni. Essere antipatico, sgradito.
Sta sui coglioni a tutti.
Starsene nel proprio brodo. Vivere appartato.
Stendere le gambe. Morire.
Sturare gli orecchi a qualcuno. Far capire a qualcuno ciò che non vorrebbe sentire. ammetere.
Suonare la manfrina. Suonare male, detto del musicista da strapazzo.
Svignarsela. Andarsene rapidamente o di nascosto.
Squagliarsela, sbologarsela.


Tagliare, bruciare i ponti. Interrompere bruscamente un rapporto o una linea d'azione o di condotta.
Tagliare fuori qualcuno o qualcosa. Escluderli, isolarli.
Tagliare la corda. Andarsene rapidamente.
Tagliare la testa al toro. Risolvere senza lasciare dubbio o incertezze una questione o un problema: troncare una discussione, superare una difficoltà con mezzi risolutivi.
Tagliare le gambe. Ridurre all'impotenza; privare di ogni energia.
Il vino mi ha tagliato le gambe. Ha cercato più volte di tagliare le gambe ai colleghi.
Tagliare l'erba sotto i piedi a qualcuno. Spiazzare qualcuno, metterlo in difficoltà.
Tarpare le ali. Ostacolare qualcuno nell'agire, frenarne la libera espressione.
Tenere al buio. Nascondere.
Tenere banco. Primeggiare, animare brillantemente la conversazione attirando su di sé l'attenzione di tutti. Animare, rendere vivace una riunione.
Tenere botta. Resistere, inisistere, perseverare.
Tenere duro. Resistere a oltranza.
Tenere il becco chiuso. Tacere.
Tenere la bocca cucita/chiusa.
Tenere il piede in due scarpe. Mantenere buoni rapporti con due parti in contrasto, per poi schierarsi con il più forte al momento opportuno.
Fare il doppio gioco. Tenere il piede in due staffe.
Tenere in scacco. Tenere sotto minaccia; tenere in stato di inferiorità; bloccare; impedire.
Tenere la bocca cucita, chiusa. Tacere.
Tenere il becco chiuso.
Tenere sotto una campana di vetro. Custodire con molta cura.
Tenere sott'occhio. Non perdere di vista.
Tenere sulla corda. Mantenere in ansia, lasciare nel dubbio, lasciare nell'incertezza.
Tenere, reggere il sacco. Essere complice di qualcuno in un'azione, spec. illecita
Tenersi a galla. Guadagnare quello che basta per vivere o per far fronte agli impegni; anche, non lasciarsi travolgere dagli eventi.
Tenersi le mani a cintola. Non s'aiutare, e non far nulla.
Tirar su le calze. Far dire a una persona ciò che non vorrebbe dire.
Tirare coi denti. Sostenere a stento.
Tirare fuori un ragionamento.
Tirare fuori. Estrarre, cavar fuori qualcosa (anche in senso figurato).
Tirare i remi in barca. Sospendere un'attività o perché giunti alla sua conclusione, o per deliberato proposito di lasciare che facciano altri. Si dice anche: "chiamarsi fuori" (dal gioco delle carte) quando uno, avendo raggiunto il suo scopo, lascia una faccenda.
Tirare il bidone. Imbrogliare; anche, mancare a un appuntamento, venir meno a un impegno.
Fare un bidone.
Tirare in ballo qualcosa. Citarla, porla in questione.
Non tiriamo in b. quella vecchia storia.
Tirare la corda. Esagerare, esasperare qualcuno, insistere eccessivamente su qualcosa.
Tirare l'acqua al proprio mulino. Lavorare per il proprio interesse.
Tirare le briglie. Tenere severamente a freno; ridurre i margini di libertà.
Tirare le fila di qualcosa. Cercare di concluderlo.
Tirare qualcuno per i capelli. Costringerlo a fare qualcosa.
Tirare, mettere in ballo qualcuno. Coinvolgerlo in una situazione sgradevole.
Tirare, mettere in ballo. Mettere in campo, in discussione (riferito a cose o persone.
Tirare, stendere le cuoia. Morire, spesso in povertà.
Togliersi, levarsi dai coglioni. Togliersi d'attorno.
Tornar sopra a qualcosa. Riesaminarla.
Tornare a bomba. Tornare al punto, al proposito, all'argomento di cui si stava trattando prima di una digressione. Capitare nel momento più adatto.
Tornare a galla come l'olio. Non poter restare nascosto.
Tornare a galla. Riapparire.
Tornare all'ovile. Tornare a casa, ai vecchi amici, in famiglia, in un'organizzazione, in un'ideologia che era stata abbandonata, a un'attività consueta, a una condotta corretta...
Tornare, tornarsene con le pive nel sacco. Tornare deluso, sconfitto, senza aver concluso niente.
Trattare come le cose sante. Trattare con la massima attenzione e con tutti i riguardi.
Trattare con i guanti gialli.
Trovare il diavolo nel cantino. Arrivare troppo tardi.
Trovarsi a tu per tu con qualcuno. Doverlo affrontare.
Trovarsi a un bivio. Dover decidere tra due soluzioni.
Trovarsi fra l'uscio e il muro. Essere in difficoltà.
Essere alle strette.
Tutto fa brodo. Tutto serve.


Uccidere un uomo morto. Compiere un'azione negativa senza risultato, scontata.
Una ciliegia tira l'altra. Le cose non vengono mai isolate. Si dice di cose che si succedono o di cose simili che si ripetono con frequenza.
Essere come le ciliegie, una ciliegia tira l'altra.
Ungere le ruote a qualcuno. Adularlo con lusinghe, offrirgli denaro e regali per ottenere favori o ventaggi personali. Corrompere qualcuno con denaro.
Usare il bastone e la carota. Alternare le maniere forti e dure a quelle dolci e blande.
Uscire (o andare fuori) dal seminato. Uscire dall'argomento in discussione; o anche, discostarsi da regole di comportamento che andrebbero rispettate. Divagare, deviare dall'argomento.
Andare per rane

Uscire a piedi avanti. Morire.
Andare a sentir cantare i grilli. Andare a Patrasso.
Uscire dai binari. Allontanarsi dal programma prestabilito ignorando i limiti della correttezza.
Uscire dai gangheri. Arrabbiarsi, perdere la calma, la pazienza, il controllo di se stessi e comportarsi senza logica.
Perdere la tramontana.
Uscire dal bozzolo. Aprirsi a nuove esperienze; evolversi, emanciparsi.
Uscire dal gregge. Mettersi in evidenza.
Uscire dal guscio. Viaggiare, andarsene da casa; cambiare abitudini.
Uscire dal mazzo. Distinguersi.
Uscire dalla porta e rientrare dalla finestra. Ritornare inaspettatamente e riconquistare, per vie traverse, un posto che si era in precedenza perduto.
Uscire, passare, farcela per il rotto della cuffia. Cavarsela alla meglio o quasi per miracolo. A stento, per un pelo, per miracolo.


Vedere la mala parata. Vedere la brutta situazione.
Vedere la pagliuzza nell'occhio altrui. Si usa per rimproverare, con questa frase evangelica, la facilità con cui si censurano gli altrui lievi difetti senza guardare i propri, spesso peggiori.
Vedere l'erba dalle parti delle radici. Essere morto e seppellito.
Vederne de tutti i colori. Vivere tante e spesso inattese esperienze.
Vedersela. Occuparsi personamente di qualcosa.
Me la sono vista, ho immaginato le scene che avrebbe girato...
Vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso (o prima che sia preso). Anticipare risultati positivi prima del tempo. Disporre di una cosa prima che la si abbia in possesso.
Vendere cara la pelle. Difendersi con tutte le forze, opporre una dura resistenza.
Vendere frottole/ciance. Parlare a vuoto, fare promesse con leggerezza senza avere l'intenzione di mantenerle.
Vendere fumo. Raccontare fandonie, vantarsi di un credito che non si ha.
Vendere la pelle dell'orso prima che sia morto (o di averlo preso). Disporre di una cosa ancor prima di possederla. Fare assegnamento su qualcosa che non si possiede ancora.
Mangiare il grano (o il fieno) in erba.
Vendere l'anima al diavolo. Essere disposto a tutto pur di conseguire un determinato fine.
Venderla come la si è comprata. Riferire qualcosa nel modo esatto in cui la si è intesa.
Venir fatto. Riuscire, accadere (si usa sempre nella forma impersonale).
Non mi venne fatto di persuaderlo; mi venne fatto di incontrarlo.
Venire a galla. Manifestarsi, scoprirsi.
Venire a pennello. A proposito, a taglio, capitare al momento giusto.
Capitare a fagiolo.
Venire ai ferri corti. Giungere a un deciso e violento contrasto, come chi si scontrava in un duelo.
Venire al dunque. Centrare l'attenzione sul punto essenciale di una questione.
Venire al nocciolo. Centrare l'atenzione sul punto essenziale di una questione.
Venire al punto. Affrontare l'argomento più importante senza divagazioni.
Venire al sodo. Venire al nocciolo della questione, al dunque.
Venire alla ribalta. Emergere, acquistare notorietà, farsi strada.
Venire alle prese con qualcuno. Litigare con quella persona.
Venire fuori. Uscire, emergere, apparire.
È venuto fuori il sole.
Venire, capitare a tiro. Capitare nel momento opportuno. Capitare sotto le mani.
Venire, cascare come il caccio sui maccheroni. Capitare a proposito.
Capitare a fagiolo.
Venirsene fuori, venire fuori. Uscire. Dire inaspettadamente: (se ne) è venuto fuori con una battuta che ha lasciato tutti di sasso.
Versare lacrime di coccodrillo. Mostrare un dolore che non si prova; pentirsi, con dubbia sincerità, di un male che si è deliberatamente provocato.
Vestirsi di verde indugio. Tirare in lungo una situazione di proposito o per indolenza.
Viaggiare come un baule. Viaggiare senza provare interesse per nulla.
Vincere a piè zoppo. Vincere una gara, un qualcosa senza alcuna fatica, con la massima facilità.
Vivere dal mondo della luna. Meravigliarsi per cose considerate normali da tutti.
Voler raddrizzare le zampe ai cani. Impegnarsi in un compito inutile o impossibile.
Ferrare le oche.
Voler cavar sangue da una rapa. Voler ottenere qualcosa da qualcuno (o da qualcosa) che non è assolutamente in grado di darlo. Ostinarsi a fare una cosa improduttiva, perdendo tempo e fatica.
Chiedere la luna.
Volerci del bello e del buono. Essere necessario un grande sforzo, tanta fatica e buona volontà.
Volere la botte piena e la moglie ubriaca. Volere un vantaggio senza fare, in cambio, alcun sacrificio; mirare contemporaneamente a due scopi contrastanti, incompatibili tra loro.

Volere la luna nel pozzo. Volere l'impossibile.
Volere qualcosa "hic et nunc". Volerla subito.
Voltare la faccia. Scapare, cambiare direzione.
Voltare, mutare gabbana/gabbano. Cambiare idee e partito secondo l'interesse del momento; lo stesso che mutar casacca.
Voltarsi a tutti i venti. Essere incostante e opportunista, essere una banderuola.
Vuotare il sacco. Dire tutto ciò che si sa, confessare.